Negli ultimi mesi l’attenzione dell’industria videoludica si è concentrata su un fenomeno che, anche se contenuto, sta provocando discussioni rilevanti. Si tratta dell’avanzata del gaming su Linux all’interno del panorama PC. La quota d’uso registrata dalla piattaforma nelle rilevazioni di Steam continua, infatti, a crescere. Raggiungendo un nuovo massimo storico. Si parla di una percentuale ancora molto distante dall’egemonia di Windows, ma sufficiente a suggerire un cambiamento nelle abitudini degli utenti. Al centro di tale dinamica si colloca il ruolo dello Steam Deck, il dispositivo portatile sviluppato da Valve. Quest’ultimo, infatti, ha contribuito in modo decisivo alla diffusione di Linux. L’azienda ha investito risorse consistenti nello sviluppo di SteamOS e nella tecnologia di compatibilità Proton, rendendo possibile l’esecuzione di numerosi titoli progettati originariamente per Windows.
Continua a crescere il ruolo di Linux nell’universo Steam
Eppure, proprio mentre cresce l’interesse verso Linux, emergono dettagli che mostrano un’altra direzione intrapresa dalla compagnia. Pierre-Loup Griffais, figura chiave all’interno del team responsabile sia dello Steam Deck sia del sistema operativo associato, ha confermato che per quasi un decennio Valve ha sostenuto economicamente il progetto open-source Fex. Quest’ultimo nato per garantire la compatibilità dei giochi sviluppati per architettura x86 su Windows ARM. Una scelta inattesa, soprattutto se considerata nel contesto degli sforzi dedicati alla promozione di Linux.
Tale doppio fronte evidenzia una strategia più ampia: Valve non guarda alla tecnologia in termini di contrapposizione, ma in funzione dell’espansione del proprio ecosistema su dispositivi sempre più eterogenei. L’azienda, ha spiegato Griffais, vede nell’architettura ARM un potenziale crescente. In particolare per soluzioni portatili e device a basso consumo. Non è un caso che alcuni progetti hardware più recenti abbiano già adottato tale architettura. La prospettiva delineata da Valve si concentra su un concetto chiave: ridurre la distanza tra piattaforme diverse e offrire un’esperienza in cui l’utente non debba più preoccuparsi della natura del dispositivo o della sua architettura.
