Lotus abbandona la strategia completamente elettrica e sceglie di puntare con decisione sulle ibride, seguendo un percorso che ormai accomuna parecchi costruttori. La casa britannica ha presentato un aggiornamento del proprio piano industriale che cambia le carte in tavola: niente più scommessa esclusiva sulle batterie, almeno non adesso. Si va verso una convivenza tra motori termici, ibridi plug-in e veicoli elettrici puri, con proporzioni piuttosto chiare e un orizzonte temporale che lascia spazio a scenari diversi.
La nuova rotta di Lotus: 60% ibride, 40% elettriche
Il piano strategico si regge su quattro pilastri: rafforzamento dell’identità del marchio, approccio multi-powertrain, collaborazione industriale ancora più serrata con Geely e una disciplina finanziaria più rigorosa. Nel breve periodo, la gamma elettrificata di Lotus dovrebbe comporsi per circa il 60% di modelli PHEV e per il 40% di BEV. Il passaggio a una lineup integralmente elettrica viene rimandato a una fase successiva, quando la domanda di mercato lo giustificherà davvero.
La novità tecnica più significativa si chiama X-Hybrid, un’architettura proprietaria che debutta su Eletre X. Parliamo di un sistema che combina la piattaforma elettrica con una componente a combustione interna, pensato per garantire prestazioni elevate anche sulle lunghe distanze. I numeri parlano chiaro: architettura a 900 volt, potenza fino a 952 CV, coppia massima di 935 Nm e uno scatto da 0 a 100 km/h in 3,3 secondi.
La batteria da 70 kWh consente una ricarica dal 20 all’80% in appena 9 minuti nelle condizioni migliori, con un’autonomia elettrica fino a 350 km e una percorrenza complessiva che supera i 1.200 km senza bisogno di fermarsi. Sul piano dinamico, Eletre X monta un sistema antirollio attivo a 48 volt, sospensioni pneumatiche a doppia camera con ammortizzatori capaci di reagire in 2 millisecondi e un impianto frenante Brembo a sei pistoncini. In Cina, Eletre X è già in fase commerciale e Lotus dichiara oltre 1.000 ordini raccolti nel primo mese. Le consegne europee sono attese per il quarto trimestre del 2026.
L’erede della Esprit e il futuro della gamma Lotus
Accanto alle novità ibride, Lotus conferma la continuità di Emira, la coupé a motore centrale termico che resterà in gamma e riceverà presto un aggiornamento destinato a produrre la variante più potente e più leggera mai realizzata dal marchio. Un segnale forte sul fronte delle sportive tradizionali, che evidentemente continuano ad avere un ruolo preciso nella strategia complessiva. Ma la vera chicca è un’altra. Il piano include la futura Type 135, prima supercar ibrida nella storia di Lotus e autentica erede della mitica Esprit. L’arrivo è previsto nel 2028 con un powertrain V8 ibrido da oltre 1.000 CV e produzione in Europa. Si tratta, nei fatti, del ritorno del marchio inglese nel mercato delle supercar di fascia alta.
Eletre, Emeya ed Evija resteranno a presidiare il segmento BEV, con lo sviluppo delle tecnologie elettriche ad alte prestazioni che prosegue senza interruzioni. Sul piano organizzativo, la tabella di marcia prevede la fusione tra Lotus UK e Lotus Technology in un’unica entità, per ridurre la complessità gestionale e contenere i costi. Progettazione e ingegneria rimarranno nel Regno Unito, mentre ricerca e sviluppo in Cina continueranno a garantire velocità di industrializzazione e scala produttiva. L’obiettivo dichiarato è una crescita progressiva fino a 30.000 unità annue una volta completato l’assestamento della gamma.
La Cina viene identificata come mercato principale per i volumi, l’Europa mantiene un ruolo centrale per il posizionamento tecnico, il Nord America resta focalizzato sulle sportive con nuove opportunità nel comparto SUV in Canada, mentre Asia-Pacifico e Medio Oriente sono aree di espansione dove Lotus è già presente in 25 mercati.
