Dal 2026 chi resta bloccato in autostrada potrà finalmente ottenere un rimborso senza dover avviare lunghe procedure manuali. La delibera 211/2025 dell’Autorità di regolazione dei trasporti introduce infatti un meccanismo che riconosce il diritto a ricevere l’intero o parziale importo del pedaggio quando i ritardi sono generati da lavori programmati.
Il passaggio sarà graduale. Da giugno 2026 il sistema diventerà obbligatorio sulle tratte gestite da un solo concessionario, mentre da dicembre 2026 sarà esteso anche alle tratte condivise tra più gestori. Il principio alla base della nuova disciplina è semplice. Quando l’infrastruttura non garantisce piena efficienza per lavori noti e programmati, l’utente ha diritto a una forma di compensazione economica.
Arriva l’app nazionale: rimborso automatico, controlli digitali e più trasparenza
Il cuore del nuovo modello è un’applicazione unica valida per tutte le concessionarie autostradali. Una volta registrato, l’utente riceverà entro 10 giorni un avviso di accredito e il rimborso sarà erogato nei cinque o dieci giorni successivi, a seconda del metodo di pagamento utilizzato per il pedaggio.
Per chi preferisce altri canali, saranno disponibili sportelli digitali e numeri verdi, in questo caso la richiesta verrà esaminata entro 20 giorni, con pagamento nei dieci successivi. Le somme inferiori a dieci centesimi non saranno corrisposte subito ma accumulate in un borsellino elettronico che verrà liquidato al raggiungimento di un euro.
Il diritto al rimborso dipende dalla lunghezza della tratta e dal ritardo registrato. Sulle tratte inferiori ai 30km il rimborso scatterà sempre quando il ritardo è attribuibile a un cantiere programmato. Tra 30/50km servirà un ritardo di almeno dieci minuti, mentre oltre i cinquanta chilometri il ritardo minimo sale a quindici minuti. Non saranno invece riconosciuti rimborsi per cantieri emergenziali, per lavori già coperti da riduzioni tariffarie o, almeno inizialmente, per cantieri mobili. Nei casi più gravi, quando il traffico risulta completamente bloccato, è prevista una compensazione più alta. Si parla di metà del pedaggio per un blocco superiore all’ora, tre quarti per blocchi superiori alle due ore e rimborso totale se l’immobilità supera le tre ore.
