La Commissione europea ha aperto un’indagine antitrust per verificare se le ultime politiche di Meta legate all’uso dell’intelligenza artificiale su WhatsApp possano ostacolare la concorrenza nel mercato europeo. All’attenzione c’è una modifica introdotta nell’autunno 2025, con cui Meta ha ristretto l’accesso alla sua piattaforma WhatsAppBusiness Solution per i servizi di intelligenza artificiale sviluppati da terzi.
La nuova policy consente alle aziende di continuare a usare strumenti automatizzati per attività come l’assistenza clienti, ma vieta l’impiego dell’API quando l’AI rappresenta il servizio centrale offerto da quel fornitore. Per la Commissione, la misura potrebbe impedire ai concorrenti di utilizzare WhatsApp come canale principale per raggiungere clienti e imprese, mantenendo invece completamente operativo il servizio proprietario Meta AI. L’esecutivo europeo teme che questa distinzione crei vantaggi ingiustificati per Meta, influenzando il mercato.
La risposta di Meta e il confronto che ora arriva nel cuore di WhatsApp
Meta respinge fermamente le accuse, definendo infondate le preoccupazioni di Bruxelles. Secondo l’azienda, l’aumento dei chatbot basati su AI che sfruttano l’API di WhatsApp avrebbe generato un carico infrastrutturale non previsto, costringendo la società a introdurre nuove regole per garantire la stabilità della piattaforma.
Meta sostiene poi che il mercato dei servizi di intelligenza artificiale resta estremamente aperto e competitivo, ricordando come gli utenti possano comunque accedere ai vari modelli tramite app, motori di ricerca, e integrazioni esterne.
La Commissione europea intende però capire se la scelta abbia un impatto reale sulla capacità dei fornitori di AI di operare all’interno del mercato , dove WhatsApp rappresenta un canale primario nella comunicazione tra aziende e clienti. L’inchiesta potrebbe dunque diventare un caso simbolo su come le piattaforme digitali gestiscono l’integrazione dell’intelligenza artificiale al loro interno, soprattutto quando questa rischia di incidere sull’accesso al pubblico e sulla competizione tra operatori. Le prospettive a riguardo sono diverse e i tempi di risoluzione si prospettano essere molto lunghi.
