Negli ultimi anni Apple ha costruito la propria indipendenza tecnologica puntando sui chip della serie M, diventati uno degli elementi distintivi dei Mac e degli iPad grazie all’efficienza dell’architettura Arm. Eppure, secondo una nuova voce di mercato, l’azienda potrebbe riconsiderare una collaborazione con Intel, pur in una forma completamente diversa da quella dell’era x86.
L’indiscrezione arriva da Ming-Chi Kuo, analista spesso molto affidabile quando si tratta di supply chain Apple. Secondo quanto riportato, Intel sarebbe pronta a produrre — già a metà 2027 — il chip più economico della futura generazione M-series. Il design resterebbe interamente nelle mani di Apple, mentre Intel metterebbe a disposizione le proprie fonderie all’interno del percorso di rilancio industriale che sta portando avanti.
Perché Intel potrebbe tornare nella filiera Apple
La maggior parte della produzione rimarrebbe comunque affidata a TSMC, leader incontrastato nel settore. La scelta di coinvolgere Intel non sarebbe quindi dettata da un fattore tecnico, ma da una logica strategica. Parte della politica industriale statunitense — particolarmente vicina all’amministrazione Trump — da tempo spinge verso una produzione di semiconduttori più radicata sul territorio americano. Avere chip Made in USA offrirebbe ad Apple un chiaro vantaggio sul piano politico e contribuirebbe a rafforzare la resilienza della filiera, riducendo l’esposizione a potenziali tensioni geopolitiche o a rallentamenti produttivi in Asia.
I chip prodotti da Intel sarebbero destinati ai dispositivi tradizionalmente equipaggiati con le versioni meno costose della piattaforma M: MacBook Air, iPad Air e, in alcune configurazioni, i futuri iPad Pro. Si tratterebbe quindi di un’integrazione limitata ma significativa nel quadro industriale complessivo.
Un possibile capitolo nuovo per l’industria americana
Se le previsioni di Kuo si rivelassero esatte, il 2027 potrebbe segnare un momento rilevante per l’industria dei semiconduttori statunitense. Apple darebbe un segnale forte al settore, sostenendo la crescita delle fonderie americane, mentre Intel otterrebbe un cliente di altissimo profilo per consolidare i propri piani di rilancio.
