La ricerca giapponese si prepara a un nuovo salto generazionale grazie a due supercomputer annunciati da RIKEN durante SC25 e basati sulle più recenti tecnologie NVIDIA. Entrambi entreranno in funzione nella primavera del 2026 e rappresentano un investimento importante per consolidare la posizione del Giappone nell’HPC globale.
Il primo dei due sistemi è interamente dedicato alle applicazioni di intelligenza artificiale applicata alla scienza, con un’attenzione che spazia dalla biologia allo studio dei materiali, fino al clima, alla meteorologia e ai processi industriali complessi. Per sostenere carichi di lavoro estremamente pesanti e modelli di dimensioni crescenti, la macchina utilizza 1.600GPU NVIDIA Blackwell integrate nella piattaforma GB200 NVL4 e collegate tramite rete NVIDIA Quantum-X800 InfiniBand. Tale infrastruttura consente un’elevatissima coerenza tra i nodi, caratteristica essenziale quando si devono addestrare modelli avanzati o gestire simulazioni su larga scala.
L’introduzione di questa nuova piattaforma apre la strada a ricerche ancora più complesse, riducendo i tempi di elaborazione e aumentando la capacità del Paese di eseguire studi indipendenti senza doversi appoggiare esclusivamente a infrastrutture straniere.
Piattaforma NVIDIA per la ricerca quantistica che prepara la strada a FugakuNEXT
Il secondo supercomputer annunciato da RIKEN non serve a eseguire calcoli quantistici veri e propri, ma rappresenta un ambiente di sviluppo avanzato dedicato alla programmazione ibrida quantistico-classica. Basato su 540 GPU NVIDIA Blackwell, il sistema permette ai ricercatori di simulare algoritmi quantistici complessi, ottimizzare modelli preliminari e testare nuove tecniche con un livello di precisione non possibile finora.
Prima che i computer quantistici raggiungano la piena maturità, questo tipo di piattaforma è fondamentale per costruire l’intero ecosistema software che servirà nei prossimi anni. RIKEN lo definisce un ponte necessario che precede la futura infrastruttura FugakuNEXT, la quale arriverà nel 2030 con CPU Fujitsu MONAKA-X e interconnessione NVLink Fusion per unire in modo trasparente CPU e GPU. Le due piattaforme NVIDIA annunciate ora serviranno quindi sia per potenziare immediatamente la ricerca, sia come banco di prova per lo sviluppo di applicazioni destinate al supercomputer che prenderà il posto dell’attuale Fugaku.
In contemporanea, RIKEN e NVIDIA stanno lavorando anche sul software, creando strumenti in grado di emulare formati di calcolo classici sui Tensor Core moderni. Questa strategia permetterà anche alle applicazioni scientifiche più datate di sfruttare le GPU di nuova generazione senza essere riprogettate da zero. Quando entreranno in funzione nel 2026, i due sistemi offriranno al Giappone maggiore autonomia tecnologica, maggior potere computazionale e una piattaforma stabile su cui far crescere la prossima generazione di scienziati e sviluppatori impegnati nell’AI e nella ricerca quantistica.
