Un campo in fase di forte crescita per quanto riguarda l’informatica del futuro sicuramente è quello dei computer quantistici, questi ultimi rappresentano il futuro dell’informatica dal momento che la presenza di questa struttura che si basa sulla fisica quantistica consente di elaborare moli di dati davvero mostruose in tempi molto più brevi, aprendo di fatto le porte a calcoli attualmente impensabili con la tecnologia convenzionale.
All’interno di questo settore, un’azienda che sicuramente rappresenta un colosso è proprio Google che sta facendo grandi investimenti su questa tecnologia, recentemente il colosso in questione ha raggiunto un traguardo del significato storico, e infatti è riuscita ad eseguire un particolare algoritmo tramite un computer quantistico che ha permesso il calcolo della struttura di una molecola con una velocità 13.000 volte superiore rispetto ai supercomputer convenzionali.
Il traguardo
Google stessa sul proprio blog celebrato il traguardo raggiunto tramite un post che recita: “Questo calcolo ripetibile, che va oltre i metodi classici, è la base per una verifica scalabile, che avvicina i computer quantistici a diventare strumenti per applicazioni pratiche”.
L’algoritmo si chiama Quantum Echoes edè stato eseguito su un chip quantistico denominato Willow, il tutto è stato coordinato da Michel Devoret, vincitore del premio Nobel per la fisica questo mese, il quale viene citato nello studio recentemente pubblicato su Nature e sottoposto a verifica paritaria.
Lo studio è in questione è stato condotto con la collaborazione dell’Università della California ed ha visto il calcolo della struttura di due molecole, una composta da 15 atomi e un’altra composta da 28 atomi, i risultati sono stati assolutamente strabilianti e addirittura più precisi di quelli ottenuti con una risonanza magnetica nucleare (NMR) classica, il che lascia presagire che una combinazione di quest’ultima con Quantum Echoes e Willow consentirebbe di raggiungere dei traguardi davvero impressionanti nel campo della medicina, della farmacologia ma anche della scienza dei materiali.
Ovviamente Google sa bene che l’applicazione pratica e ti consumo dei computer quantistici è ancora lontana dal momento che il genere umano e la sua tecnologia riescono a gestire al massimo qualche decina di qubit e a temperature prossime a quelle dello zero assoluto, un utilizzo teorizzato invece per la gestione di problemi complessi e standardizzato praticamente a tutto richiederebbe migliaia se non milioni di qubit.
