Quando si parla di iPhone Air, il primo pensiero va sempre al suo spessore ridicolo—così sottile che sembra quasi di tenere in mano un prototipo uscito di nascosto dal laboratorio Apple. Eppure, dietro a questa silhouette filiforme, c’è una fotocamera che ha fatto discutere parecchio, soprattutto quando DxOMark ha piazzato il dispositivo al 41° posto della sua classifica. Non un disastro, certo, ma nemmeno quel trionfo che ci si potrebbe aspettare da un prodotto presentato in pompa magna insieme ai 17 Pro e 17 Pro Max.
iPhone Air a DxOMark: il compromesso tra leggerezza e prestazioni fotografiche
La storia, però, è un po’ più sfumata. Le foto di iPhone Air hanno una resa molto piacevole: colori fedeli, esposizione ben gestita e un bilanciamento del bianco davvero costante. Quando guardi gli scatti di giorno, soprattutto quelli con un po’ di movimento o scene affollate, ti rendi conto che Apple non ha lesinato sul lavoro software. La fotocamera Fusion da 48MP spinge forte, e i 24MP di default restituiscono immagini già pronte per finire su Instagram senza troppi ritocchi. Anche il rumore resta sotto controllo, finché la luce collabora.
Di notte, invece, la differenza con iPhone 17 Pro si sente tutta. Il sensore è più piccolo, e in certi punti le immagini iniziano a perdere consistenza: dettagli che sfumano, rumore che tenta di farsi largo, quell’effetto “ok, è buio sul serio” che i modelli superiori riescono a mascherare molto meglio. Non è un dramma assoluto, però se sei abituato agli ultimi iPhone Pro, il salto all’indietro si nota.
La vera rinuncia sta altrove: niente ultra-wide, niente tele vera. L’unico tele “virtuale” è un 2x ottenuto attraverso il crop del sensore principale, e funziona decentemente, ma non può competere con una lente dedicata. Per chi è abituato a cambiare prospettiva con un gesto, questo limite si fa sentire più della differenza nei punteggi DxOMark. .
I video, invece, sono la parte più riuscita: stabilizzazione efficace, colori convincenti, HDR che lavora bene e un generale senso di solidità. Però anche qui spunta qualche incertezza, soprattutto nel refocus e nelle transizioni del bilanciamento del bianco, che a volte indugiano un po’ troppo.
È uno smartphone pensato più per chi vuole leggerezza e design che per chi vive di fotografia. Se rientri nella prima categoria, l’esperienza è piacevole e coerente. Se fai parte della seconda, ti accorgerai molto presto di cosa manca. E a quel punto i suoi 889 euro online potrebbero sembrarti davvero il prezzo di un compromesso più che di un nuovo punto di riferimento.
