
Gmail
Nei giorni scorsi si è diffuso online un allarme che ha sollevato preoccupazioni in merito alla privacy degli utenti Gmail: secondo alcune segnalazioni, a partire dal 10 ottobre, Google avrebbe attivato automaticamente una nuova funzione chiamata AI Enhanced Classification and Review, un sistema basato su Gemini capace di “leggere” il contenuto delle email per generare annunci pubblicitari personalizzati.
L’indiscrezione, rilanciata su forum e social network, ha scatenato un’ondata di reazioni da parte di utenti e analisti, preoccupati per l’idea di una scansione automatizzata del testo dei messaggi, dei mittenti e degli allegati senza consenso esplicito. Tuttavia, a distanza di poche ore, è arrivata la smentita ufficiale di Google, che ha chiarito la natura completamente infondata della notizia.
Google: “Nessuna lettura delle email per fini pubblicitari”
In una nota diffusa il 9 ottobre, un portavoce di Google ha precisato:
“Le notizie riportate sono false. Questa non è un’esperienza d’uso del prodotto Gmail e non rispecchia il modo in cui progettiamo e implementiamo le funzionalità del servizio. La scelta e il controllo da parte degli utenti sono principi fondamentali del nostro impegno per la privacy.”
L’azienda ha dunque ribadito che Gmail non analizza il contenuto delle email per la personalizzazione degli annunci pubblicitari, pratica che Google ha smesso di adottare già nel 2017. Da allora, la pubblicità personalizzata nei prodotti Google si basa su altre fonti di dati (come cronologia di ricerca, attività su YouTube o preferenze esplicite), e non sul contenuto della posta elettronica.
Come funzionano davvero le funzioni “smart” di Gmail
La confusione è nata probabilmente dalla presenza di alcune funzionalità intelligenti di Gmail – come Scrittura Intelligente, Risposta Automatica, Monitoraggio spedizioni o Solleciti – che si appoggiano a modelli di machine learning per migliorare la produttività dell’utente.
Questi strumenti, però, operano sul dispositivo o in ambienti protetti, e non condividono informazioni con sistemi pubblicitari. Tutte le funzioni possono essere disattivate manualmente nelle impostazioni dell’app, nella sezione Funzionalità intelligenti e personalizzazione, per chi desidera mantenere un livello di privacy ancora più alto.
Privacy e trasparenza restano centrali per Google
La smentita arriva in un momento in cui il tema della privacy nell’intelligenza artificiale è particolarmente delicato. Google, come altri colossi del settore, si trova a dover bilanciare l’espansione dei propri strumenti AI — inclusi i modelli Gemini integrati nei prodotti Workspace — con il rispetto della normativa europea sul trattamento dei dati personali.
Secondo quanto dichiarato dal team di Mountain View, qualsiasi futura integrazione basata su Gemini in Gmail sarà sempre accompagnata da un consenso esplicito, da una chiara informativa e dalla possibilità per l’utente di disattivare le funzionalità in ogni momento.
