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Microsoft testa il precaricamento di File Explorer per PC lenti

Windows 11 testa un File Explorer più veloce con precaricamento e menu contestuale ridisegnato, per un’esperienza più chiara.

scritto da Margherita Zichella 27/11/2025 0 commenti 2 Minuti lettura
Windows 11 testa un File Explorer più veloce con precaricamento e menu contestuale ridisegnato, per un’esperienza più chiara.
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Quando si parla di File Explorer su Windows 11, spesso si ha la sensazione che Microsoft lo consideri un po’ come quel vecchio mobile di casa che nessuno vuole davvero buttare, ma che tutti sanno avrebbe bisogno di una sistemata. E infatti qualcosa finalmente si muove: nelle build Dev più recenti, l’azienda sta provando un aggiornamento che punta a renderlo più veloce e, soprattutto, più pulito. Non parliamo di una rivoluzione totale, ma di quei miglioramenti che cominciano a farsi sentire nel quotidiano, soprattutto quando si apre Esplora file e ci si ritrova ad attendere quei secondi che, nel 2025, sembrano eterni.

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Windows 11 File Explorer si prepara a un avvio più veloce e un menu più pulito

La novità più concreta è il precaricamento in background. In pratica, File Explorer si “prepara” da solo prima ancora che l’utente decida di aprirlo, così da ridurre i tempi di avvio. È un po’ come avere un assistente che, conoscendo ormai le tue abitudini, ti sposta già le cose nel posto giusto prima che tu glielo chieda. Questa funzione diventa particolarmente utile sui dispositivi meno potenti — tablet, piccoli handheld e quei PC che fanno fatica persino a gestire le schede del browser — mentre sulle macchine più recenti l’effetto si nota meno. Per fortuna è possibile disattivare tutto dalle Opzioni cartella, perché non tutti hanno piacere di avere processi che si muovono nell’ombra all’accensione del computer.

Accanto al lavoro sulle prestazioni, Microsoft sta rimettendo mano anche al menu contestuale. Quel tasto destro che negli anni si è trasformato in una specie di bazar dove ogni applicazione decideva di appendere la propria insegna. L’azienda ha ammesso che il risultato spesso era più caotico che utile, e così sta ridisegnando tutto per rendere l’esperienza più chiara. Alcune azioni finiranno in sottosezioni dedicate, mentre quelle davvero importanti resteranno in vista. L’idea è quella di restituire un minimo di ordine e ridurre la sensazione di trovarsi davanti a un menù che vive di vita propria.

Dietro queste scelte c’è la volontà di rendere Windows un ambiente un po’ più coerente, dove non serve scavare tra opzioni nascoste per svolgere operazioni elementari. È un percorso che ricorda quello intrapreso con Office, a inizio anno, quando anche Word, Excel e le altre app avevano imparato a caricarsi in background senza farsi notare.

Per ora tutto è in fase di test e riservato agli sviluppatori, ma l’obiettivo è arrivare al rilascio stabile nei primi mesi del 2026. Un periodo che sembra lontano, ma che per chi usa ogni giorno File Explorer potrebbe rappresentare l’inizio di un rapporto un po’ più sereno con lo strumento che, volenti o nolenti, tutti apriamo almeno una decina di volte al giorno.

11explorerfilemenùprecaricamentoWindows
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Margherita Zichella
Margherita Zichella

Nata a Roma l'11 aprile del 1983, diplomata in arte e da sempre in bilico tra comunicazione scritta e visiva.

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