La storia di Concord, il gioco multiplayer lanciato da Sony e ritirato dopo appena dieci giorni nel 2024, sembrava aver trovato una piccola seconda vita. In che modo? Grazie alla passione della community. Un gruppo di utenti, infatti, era riuscito a rendere il titolo giocabile tramite server creati su misura, permettendo ai pochi che possedevano ancora una copia di provarlo di nuovo. Era un’iniziativa nata per affetto verso un gioco sfortunato, più che per sfida.
Il suo ritorno però è durato pochissimo. Sony ha iniziato a inviare segnalazioni DMCA contro i video pubblicati su YouTube dai creatori del progetto, colpendo soprattutto i contenuti che mostravano partite svolte sui server privati. Le rimozioni sono state gestite da MarkScan, la società che collabora con il gruppo giapponese per il monitoraggio delle violazioni di copyright.
Sony e il team fan-made: paura di conseguenze legali e progetto sospeso
Pur non attaccando direttamente l’infrastruttura tecnica né tentando di chiudere i server con azioni specifiche, Sony ha scelto di togliere visibilità alle attività della community. Ciò è stato visto dagli sviluppatori fan-made come un messaggio, ovvero che Concord non deve tornare attivo in nessuna forma.
Di fronte alle prime segnalazioni, il gruppo che guidava l’iniziativa, chiamato Concord-Delta, ha preferito fermarsi subito. In un messaggio condiviso su Discord, lo sviluppatore principale ha spiegato che, vista la situazione, era troppo rischioso proseguire. La squadra ha raccontato di aver fatto di tutto per mantenere l’iniziativa nel pieno rispetto della legge. Ha infatti limitato l’accesso solo a chi aveva acquistato il gioco prima della sua rimozione dal mercato e bloccando in modo deciso ogni tentativo di introdurre materiale non autorizzato.
Nonostante questi accorgimenti, il timore di azioni legali più pesanti ha portato i volontari a chiudere gli inviti e a cancellare dai propri canali qualsiasi riferimento a file protetti. Il team ha ammesso la frustrazione per dover abbandonare il progetto. In particolare verso quei giocatori che erano stati rimborsati contro la propria volontà quando Sony aveva deciso di chiudere il titolo. Insomma, l’intervento, seppur indiretto, ha mostrato ancora una volta la posizione del colosso giapponese.
