Secondo un’indiscrezione riportata dal quotidiano finanziario Chosun, Samsung starebbe cercando di ottenere un abbassamento del prezzo unitario dei chip Exynos 2600 prodotti internamente. La notizia può sembrare paradossale solo in apparenza: all’interno del gruppo esistono infatti divisioni autonome, ciascuna con bilanci e obiettivi propri. La progettazione e vendita degli smartphone è gestita da Samsung MX, mentre lo sviluppo e la fornitura dei chipset ricade su System LSI, che tratta con MX come un fornitore vero e proprio.
Samsung MX avrebbe richiesto a System LSI di proporre gli Exynos 2600 a un prezzo compreso tra 20 e 30 dollari in meno rispetto a quanto Qualcomm applica per gli Snapdragon 8 Elite Gen 5. Si tratta di una mossa che rientra in una strategia più ampia: mantenere invariati i prezzi di listino della futura serie Galaxy S26, in un momento in cui i costi dei componenti stanno aumentando in modo significativo.
Negli ultimi anni Samsung ha alternato diverse politiche per la distribuzione dei chip. In passato la differenza era soprattutto geografica, con alcuni mercati serviti esclusivamente da versioni Exynos e altri da varianti Snapdragon. Più di recente, la scelta è diventata per modello: gli Ultra esclusivamente Snapdragon a livello globale, mentre i modelli inferiori alternavano Exynos e Snapdragon a seconda delle regioni o delle strategie del momento.
Tra desiderio di risparmio e difficoltà produttive
Le anticipazioni sulle specifiche dei Galaxy S26 indicano una generazione piuttosto conservativa. L’obiettivo principale sembra quello di contenere i costi per non ritoccare verso l’alto i prezzi finali. Uno sconto consistente sui chip Exynos aiuterebbe Samsung MX a mantenere margini sostenibili senza penalizzare i consumatori.
Qualche mese fa circolavano informazioni secondo cui Samsung avrebbe voluto puntare molto più decisamente sugli Exynos. Il 2600, il primo chip prodotto su nodo a 2 nm, sarebbe addirittura in grado di competere – secondo alcune voci – con lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 realizzato da TSMC su processo a 3 nm. Tuttavia, nelle settimane più recenti sono emersi dettagli meno ottimistici: il tasso di rendimento degli impianti sarebbe ancora basso, un problema che può incidere in modo importante sui costi di produzione e rendere più difficile concedere ribassi.
Per il pubblico, comunque, è improbabile che questa trattativa interna comporti differenze percepibili nel prezzo dei Galaxy S26. I cambiamenti riguarderebbero soprattutto i margini interni delle due divisioni Samsung coinvolte, mentre il listino finale dovrebbe rimanere in linea con quello della generazione attuale.
