Meta ha annunciato un nuovo strumento pensato per tutelare i creator di Facebook da un problema ormai molto diffuso: la ripubblicazione dei Reels senza permesso. La funzione, chiamata Facebook Content Protection, è disponibile tramite app mobile e utilizza la stessa tecnologia di matching integrata nel Rights Manager. Quando il sistema rileva che un video originale è stato copiato e ricaricato altrove, il creator riceve una notifica con tutti i dettagli utili, come la percentuale di somiglianza, il numero di visualizzazioni ottenute dal contenuto copiato e lo stato di monetizzazione.
Da qui l’autore può decidere come procedere. Le azioni possibili sono tre:
Bloccare: la visibilità del video copiato viene limitata su Facebook e Instagram, riducendo di fatto la sua distribuzione. Meta evita però di applicare penalizzazioni dirette all’account che ha pubblicato la copia, per prevenire abusi del sistema;
Monitorare e attribuire: il creator può lasciare il contenuto online e monitorarne le performance, aggiungendo se lo desidera un link di attribuzione che rimanda al suo profilo. L’etichetta segnala che il materiale è “originale”, una forma di riconoscimento che potrebbe ampliarsi con futuri aggiornamenti;
Rilasciare: se l’autore non vuole intervenire o ha concesso l’utilizzo del video, può rilasciare la rivendicazione. È disponibile anche una white list per autorizzare partner specifici.
Per poter beneficiare di queste opzioni, però, è necessario che i Reels vengano pubblicati su Facebook, o almeno tramite cross-posting da Instagram. Una scelta significativa, che potrebbe spingere molti creator a utilizzare più spesso la piattaforma principale di Meta per proteggere anche la distribuzione su Instagram.
Distribuzione graduale e integrazione con gli strumenti professionali
Il nuovo strumento sta arrivando automaticamente ai creator iscritti al programma Facebook Content Monetizationche rispettano gli standard richiesti in termini di integrità e originalità, oltre che agli utenti del Rights Manager. Al momento è accessibile solo da mobile, mentre Meta sta testando un’integrazione all’interno della Professional Dashboard su desktop.
Questo intervento si aggiunge alle iniziative più ampie con cui l’azienda sta provando a rendere l’ecosistema più sicuro. A luglio, Meta aveva dichiarato di aver rimosso circa 10 milioni di profili che imitavano grandi creator e di aver preso provvedimenti contro 500.000 account coinvolti in attività di spam. Un contesto che spiega chiaramente perché la protezione dei contenuti sia diventata una priorità strategica per l’azienda.

