Sono arrivate nelle ultime ore nuove informazioni da parte del celebre giornalista di Bloomberg, Mark Gurman: stando alle sue parole, Apple starebbe pian piano lasciando da parte il Mac Pro. Da qui dunque si evince che il modello attuale con M2 Ultra potrebbe essere l’ultimo della serie, con nessun aggiornamento previsto per il 2026.
Il motivo è legato soprattutto al ruolo ormai centrale del Mac Studio, macchina che unisce grande potenza a un formato compatto e più semplice da gestire nella produzione. Oggi il Mac Studio, equipaggiabile con M3 Ultra, supera già le capacità del Mac Pro pur avendo dimensioni decisamente più contenute. È quindi difficile trovare una giustificazione alla coesistenza di due prodotti così vicini nelle prestazioni ma così distanti nei costi e nell’ingombro.
Mac Studio al centro del futuro professionale Apple
Il Mac Pro mantiene ancora alcuni vantaggi strutturali, come gli slot PCIe e un impianto di raffreddamento più sofisticato. Restano però limiti che ne riducono l’attrattiva: la memoria è integrata nel chip e non può essere ampliata, mancano le schede grafiche discrete e lo spazio per configurazioni espandibili è molto inferiore rispetto alle workstation tradizionali, soprattutto per chi lavora con rendering, progetti 3D o carichi AI intensivi.
Il percorso complicato del Mac Pro è iniziato molti anni fa. Il modello cilindrico del 2013, soprannominato “trash can”, aveva introdotto un design particolare che si rivelò quasi impossibile da aggiornare. La versione del 2019, la “grattugia”, tornò a una struttura più modulare, ma arrivò nel momento in cui Apple si preparava già alla transizione verso gli Apple Silicon. L’attuale modello con M2 Ultra conserva la scocca del 2019, ma la nascita del Mac Studio ne ha ridotto l’utilità nella gamma professionale.
Stando alle anticipazioni, Apple avrebbe individuato nel Mac Studio il vero riferimento per il segmento workstation. Il prossimo aggiornamento dovrebbe arrivare nel 2026 con l’introduzione del chip M5 Ultra, mantenendo il design attuale e concentrando gli sforzi sull’evoluzione della piattaforma Apple Silicon.
