Stellantis si trova di nuovo a gestire una campagna di richiamo. I protagonisti? I modelli Jeep 4xe venduti sul mercato americano. Dopo il recente intervento avviato per un potenziale problema alle batterie, il costruttore deve ora affrontare un problema completamente diverso.
Questa volta l’attenzione si concentra sui motori delle versioni ibride plug-in. I numeri sono rilevanti. Parliamo infatti di oltre centomila vetture coinvolte. Tra esse: 76.019 Wrangler 4xe dei model year 2024 e 2025 e 36.840 Grand Cherokee PHEV prodotti tra il 2023 e il 2025.
La nuova anomalia non ha alcun legame con i precedenti rischi d’incendio collegati agli accumulatori. Secondo quanto emerso, il problema risiederebbe nei quattro cilindri da 2 litri assemblati in Messico. All’interno di alcuni di questi propulsori sarebbero rimasti minuscoli residui del processo di fusione. Se queste particelle raggiungessero zone delicate, potrebbero rovinare i componenti interni e provocare cali improvvisi di potenza. Nei casi peggiori potrebbero addirittura innescare un incendio. Il difetto però riguarda solo le versioni ibride.
Jeep e le verifiche tecniche della NHTSA
La segnalazione è stata ufficializzata grazie ai documenti inviati alla National Highway Traffic Safety Administration, l’agenzia americana che monitora la sicurezza dei veicoli. Nelle carte depositate si parla espressamente di residui di sabbia rimasti all’interno dei propulsori. Anche un detrito minuscolo può provocare danni seri se entra nel circuito del motore. I proprietari delle vetture coinvolte potrebbero sentire un rumore anomalo provenire dal vano anteriore oppure vedere accendersi una spia d’allerta sul quadro strumenti prima di un eventuale guasto.
Jeep ha già informato le concessionarie per prepararle alle procedure di gestione dei clienti. Le comunicazioni ufficiali destinate ai proprietari dovrebbero partire entro la fine di dicembre. Nel frattempo la casa automobilistica sta valutando la soluzione tecnica più efficace. Al momento non è stato chiarito quale intervento sarà previsto nelle officine. In mancanza di indicazioni precise, la stampa americana ipotizza perfino la sostituzione completa dei motori più a rischio, anche se questa possibilità non è stata confermata.
