Google ha introdotto una funzione che può letteralmente salvare un viaggio, soprattutto quando la batteria dello smartphone è agli sgoccioli. Nell’ultimo Pixel Drop di novembre, il colosso di Mountain View ha infatti annunciato una nuova modalità a risparmio energetico per Google Maps, pensata per prolungare l’autonomia del dispositivo durante la navigazione.
L’app di Maps, si sa, è una delle più energivore: tiene il GPS costantemente attivo, mantiene lo schermo acceso, scarica dati in tempo reale e spesso lavora in condizioni di copertura instabile, consumando ancora più energia. Per questo Google ha deciso di intervenire sull’unico elemento su cui poteva davvero agire: il display.
Come funziona la nuova modalità di Google Maps
Quando viene attivata la modalità risparmio energetico, Google Maps chiude tutti i processi inutili e attiva un tema estremamente scuro. L’utente vedrà dunquele strade e le scritte in bianco su sfondo nero. Lo stesso vale per la luminosità che infatti viene ridotta automaticamente, mentre le informazioni visualizzate si limitano alle sole indicazioni di svolta.
In questo modo, l’app riesce a tagliare i consumi in modo significativo, garantendo fino a 4 ore di utilizzo in più rispetto alla modalità standard. L’attivazione è semplicissima: basta premere una volta il tasto di accensione del telefono mentre è attiva la navigazione su Maps, e la modalità di risparmio entra immediatamente in funzione.
Google ha studiato questa soluzione per i viaggiatori che si muovono in zone poco familiari, dove ogni minuto di autonomia può fare la differenza tra raggiungere la destinazione e restare senza riferimenti.
Disponibilità e possibili sviluppi futuri
Al momento, però, la funzione è esclusiva per pochi. Solo chi possiede uno smartphone della serie Pixel 10 potrà usufruirne. Gli altri modelli, anche se prodotti da Google, non hanno ancora accesso a questa novità.
L’azienda non ha fornito indicazioni su un eventuale rilascio per altri dispositivi Android, ma la possibilità resta concreta. Dal punto di vista tecnico, infatti, la funzione non richiede hardware specifico: si tratta semplicemente di una gestione software della luminosità e delle informazioni visualizzate.
Se la fase di test dovesse andare a buon fine, è plausibile che Google Maps estenda la nuova modalità a tutti gli smartphone con Android 16 o successivi, rendendo questa utile funzione un nuovo standard per la navigazione intelligente.

