
CMF vs Nothing
Nel mondo audio di Nothing, la distinzione fra “Nothing” e “CMF” non è solo estetica: è quasi filosofica. Da un lato c’è la trasparenza, il design futuristico e la voglia di stupire con dettagli premium. Dall’altro, il pragmatismo di un brand “spin-off” che ha scelto di offrire esperienze reali, senza troppi fronzoli, ma con sostanza. Le ho provate entrambe — le Nothing Headphone (1) e le CMF Headphone Pro — e la sensazione è quella di trovarsi davanti a due prodotti che nascono dallo stesso DNA, ma parlano lingue diverse. Entrambe valide, ma per pubblici quasi opposti.
Design e materiali: trasparenza contro essenzialità
Le Nothing Headphone (1) colpiscono subito: il design è un’architettura visiva trasparente, un oggetto che vuole essere mostrato tanto quanto ascoltato. La struttura in policarbonato traslucido, le linee nette e il look tecnico le rendono quasi un’estensione della filosofia minimalista di Nothing OS. Sono cuffie pensate per chi ama distinguersi, leggere nei dettagli la logica del prodotto. Al tatto risultano solide, ben bilanciate, con padiglioni ampi ma mai ingombranti. Il comfort è elevato, anche dopo ore, merito dell’archetto ben imbottito e della distribuzione uniforme del peso.

CMF vs Nothing
Le CMF Headphone Pro, invece, giocano una partita completamente diversa: linee morbide, look sobrio e superfici opache. Qui la priorità è la praticità. La plastica è di buona qualità, ma non ambisce a sembrare metallo o vetro. L’impressione è di robustezza quotidiana: cuffie da portare ovunque, senza paura di graffi o ditate. Anche i colori — nero, blu e arancio — rispecchiano l’anima CMF: più pop, meno “tech-fashion”.

CMF vs Nothing
In termini di comfort, le CMF vincono di poco. Sono più leggere e i cuscinetti in memory foam restituiscono una pressione uniforme, ideale per chi le indossa per molte ore. Le Nothing restano più iconiche, ma anche più delicate nel trattamento: la trasparenza, per quanto splendida, mostra inevitabilmente ogni impronta.
Controlli e interfaccia
Qui si vede la differenza di target. Le Nothing Headphone (1) integrano comandi touch precisi e una logica di controllo coerente con il resto dell’ecosistema: gesture leggere, interazioni rapide e un feedback tattile soddisfacente. In accoppiata con un Nothing Phone, il pairing è praticamente istantaneo e la gestione delle modalità (ANC, trasparenza, equalizzazione) avviene dal pannello dedicato del sistema operativo.
Le CMF Headphone Pro optano per un approccio più tradizionale. I controlli fisici — tre pulsanti ben distanziati sull’archetto destro — sono comodi, tangibili e impossibili da confondere. La risposta è immediata e affidabile anche con i guanti o in movimento. Dal punto di vista funzionale, CMF è meno “smart”, ma più pratica: non serve imparare gesture o ricordare dove scorrere, e questo può fare la differenza per un pubblico generalista.

CMF vs Nothing
Qualità sonora: filosofia vs fisica
Sul piano sonoro, entrambe le cuffie puntano in alto ma con filosofie diverse. Le Nothing Headphone (1) offrono un’impronta bilanciata e una firma audio chiaramente orientata alla fedeltà. I driver da 40 mm in grafene si sentono: il suono è aperto, con una scena spaziale sorprendentemente ampia. Gli alti sono puliti, i medi nitidi e i bassi presenti ma controllati. È una riproduzione “da studio”, quasi chirurgica, che valorizza generi complessi o produzioni curate.
Le CMF Headphone Pro, al contrario, vanno dritte al punto: spinta nei bassi, volume generoso e un tuning che guarda alla potenza più che alla neutralità. Il driver da 45 mm (in titanio composito) regala un impatto più fisico, quasi da cuffia chiusa di fascia superiore. Nei brani pop, hip-hop o dance, risultano più coinvolgenti; nei generi più acustici o nelle colonne sonore, si percepisce invece un po’ di compressione nella parte alta dello spettro.

CMF vs Nothing
Cancellazione del rumore e microfoni
L’ANC delle Nothing Headphone (1) è eccellente: fino a 45 dB di soppressione e una gestione dinamica che adatta l’intensità del filtraggio in base all’ambiente. In metropolitana o in aereo si avverte una riduzione uniforme, mai artificiale, senza quella sensazione di “vuoto” tipica di certi modelli aggressivi. Il passaggio alla modalità trasparenza è fluido e naturale, tanto che spesso mi sono dimenticato di attivarla o disattivarla manualmente.
Le CMF Headphone Pro offrono un sistema simile ma leggermente meno sofisticato. L’ANC è efficace fino a 42 dB, con tre livelli selezionabili manualmente. Nella pratica, annulla bene il rumore continuo (motori, condizionatori) ma fatica un po’ di più con le voci umane o i suoni improvvisi. È però più stabile e non introduce distorsioni o sbalzi di pressione, un punto a favore nella comodità d’uso.
Sul fronte chiamate, entrambe utilizzano una rete di microfoni multipli con algoritmi AI per il filtraggio del rumore. Le Nothing offrono un parlato più naturale, mentre le CMF mantengono una chiarezza maggiore in esterno, dove il vento o il traffico tendono a disturbare meno la voce.
Connettività, autonomia e funzioni smart
Le due cuffie condividono una buona base tecnica: Bluetooth 5.3, codec AAC e SBC, connessione multipoint e sensore di rilevamento automatico. Le Nothing Headphone (1) aggiungono però il supporto LHDC, che migliora la qualità del suono su dispositivi compatibili e riduce la latenza in streaming video.
Sul fronte autonomia, le CMF Headphone Pro vincono: fino a 55 ore di riproduzione con ANC disattivo e circa 40 ore con ANC attivo. Le Nothing Headphone (1) si fermano attorno alle 40 ore, che restano comunque ottime ma meno sorprendenti. Entrambe supportano la ricarica rapida (circa 10 minuti per 6 ore di utilizzo) e la ricarica tramite USB-C; manca, come prevedibile, la ricarica wireless.
L’app di Nothing è più completa, con equalizzatori personalizzati e aggiornamenti firmware frequenti. Quella CMF è più essenziale, ma funzionale: fa il necessario, senza grafica elaborata o funzioni “extra”.
Comfort e usabilità quotidiana
Usarle tutti i giorni evidenzia le differenze più interessanti. Le Nothing Headphone (1) sono straordinariamente piacevoli per sessioni d’ascolto in casa o in ufficio: leggere, ben costruite, silenziose nei movimenti. Ma la trasparenza delle parti e la finitura lucida le rendono un po’ più delicate da trasportare.
Le CMF Headphone Pro, al contrario, sono nate per muoversi. Si piegano, resistono agli urti e non temono zaini o viaggi. La loro leggerezza e la struttura flessibile le rendono compagne ideali per il pendolarismo o le giornate intense.
Entrambe trasmettono l’idea di cuffie “vive”, nate da una visione precisa del design industriale, ma il tipo di comfort che offrono è diverso: Nothing coccola, CMF accompagna.
Prezzo e rapporto qualità/prestazioni
Le Nothing Headphone (1) si posizionano più in alto, con un prezzo che riflette la qualità costruttiva e la potenza del marchio Nothing. Sono pensate come cuffie premium per chi cerca design, suono equilibrato e un’integrazione profonda nell’ecosistema del brand. Si trovano a 299€.
Le CMF Headphone Pro costano sensibilmente meno e, per ciò che offrono, rappresentano uno dei migliori rapporti qualità/prezzo oggi sul mercato: ANC solido, autonomia straordinaria e resa sonora di alto livello. Non hanno la stessa “aura” delle Nothing, ma sono un acquisto pragmatico e intelligente. Costano 99€ ma spesso sono in promo.
Conclusioni
Mettere a confronto le Nothing Headphone (1) e le CMF Headphone Pro è come confrontare due idee di tecnologia: una più concettuale, l’altra più funzionale. Le Nothing vincono in eleganza, bilanciamento e integrazione software; le CMF conquistano per potenza, comodità e concretezza.
Se ami la musica nella sua forma più pura, se vuoi una firma audio neutra e un oggetto da mostrare, le Nothing Headphone (1) sono la scelta giusta. Se invece cerchi una cuffia per ogni contesto, più robusta, energica e affidabile nel tempo, le CMF Headphone Pro sono quasi imbattibili per il prezzo. Acquista le CMF su AliExpress. Le Nothing Headphone (1) invece, le trovi su Amazon.







