Haier, azienda cinese che si occupa di elettrodomestici, da tempo ha a cuore anche la sostenibilità – sia ambientale che sociale – con lo scopo di aiutare e sostenere i Paesi in via di sviluppo. Tra gli ultimi progetti ritroviamo quello realizzato in Etiopia per migliorare la fornitura di energia elettrica, fondamentale per il trasporto e la conservazione dei vaccini.
Da esperta nel campo degli elettrodomestici, l’azienda non si pone limiti. La sua presenza nei Paesi in via di sviluppo è costante anche in sostegno dei mercati, per sostenere la produzione di prodotti locali e le rispettive filiere. La strategia di Haier, basata sull’importanza delle produzioni locali, più che sull’importazione, ha permesso di passare dalla commercializzazione di singoli prodotti all’esportazione di tecnologie avanzate. Si è arrivati ad una vera e propria realizzazione di interi ecosistemi per lo sviluppo sostenibile.
Aziende così proficue e rinomate possono, anche solo in piccola parte, fare davvero la differenza nei Paesi in via di sviluppo. Il dislivello che c’è rispetto ai Paesi più fortunati aumenta a dismisura e gli interventi per colmarlo non sono mai abbastanza, anzi, probabilmente sono meno del dovuto. Iniziative come quelle di Haier non sono un punto d’arrivo ma sicuramente un ottimo punto di partenza. Per il progetto in Etiopia, ad esempio, sono stati messi a disposizione oltre 10.000 frigoriferi dal compartimento Haier Biomedical, mirati alla conservazione dei vaccini.
Haier a disposizione dei Paesi in via di sviluppo
Gli elettrodomestici forniti sono tutti dotati di una tecnologia di refrigerazione a trasmissione diretta e a zero emissioni di carbonio, quindi alimentati ad energia solare. Tale soluzione consente di mantenere una temperatura costante senza intaccare l’ambiente, per beneficiare di un servizio più efficiente. Il risultato è una temperatura costantemente intorno agli 8°C per 120 ore, anche nel caso di interruzione della corrente con temperatura esterna superiore ai 43°C; due situazioni comuni in queste zone.
Si tratta di un lasso di tempo al di sopra dello standard di 72 ore indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In più, sono state messe a disposizione ben 16 strutture di stoccaggio refrigerato per i vaccini e frigoriferi per la conservazione del sangue.
