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Ecco come funziona la truffa dello squillo
I prefissi più ricorrenti in tali episodi provengono da Paesi come Regno Unito (+44), Francia (+33), Cuba (+53), Moldavia (+373), Kosovo (+383) e Tunisia (+216). La lista, però, varia di continuo, poiché i truffatori cambiano area geografica per eludere i controlli e rendere più difficile ogni forma di tracciamento. In alcuni casi, oltre al danno economico diretto, la chiamata può attivare abbonamenti indesiderati o generare falsi messaggi di emergenza, ideati per estorcere ulteriori somme di denaro.
Gli esperti di sicurezza sottolineano come l’elemento psicologico sia determinante. Il curiosità e la preoccupazione sono leve che spingono a compiere l’azione desiderata dai truffatori. Le chiamate vengono spesso effettuate in orari serali o di lavoro, momenti in cui è più probabile non rispondere e poi voler capire chi ha cercato di contattare. In tal senso, la prevenzione parte dall’educazione digitale. È importante evitare di richiamare numeri non salvati, soprattutto se internazionali. Inoltre, è utile dotarsi di applicazioni capaci di bloccare le chiamate sospette. Così da ridurre il rischio di cadere vittime di truffa.
Anche le istituzioni si stanno muovendo per contrastare il fenomeno. La campagna “Più Sicuri Insieme”, promossa da Anap Confartigianato con il sostegno del Ministero dell’Interno e delle forze dell’ordine, ha l’obiettivo di informare e assistere i cittadini. Diffondendo materiale illustrativo, organizzando incontri pubblici e creando reti di solidarietà tra anziani e famiglie. Una risposta che punta sulla conoscenza come prima forma di difesa.











