L’azienda LandSpace, uno dei nomi più promettenti del settore aerospaziale della Cina, di recente, ha fatto un annuncio importante. Di cosa si tratta? Ha completato con successo un test statico del motore del razzo Zhuque-3. Parliamo del primo lanciatore riutilizzabile del Paese, pensato per competere direttamente con il celebre Falcon 9 di SpaceX.
Il collaudo, effettuato il 20 ottobre nel centro di prova di Dongfeng, rappresenta uno degli ultimi passaggi prima del debutto orbitale, previsto entro la fine del 2025. Durante il cosiddetto static fire test, il razzo resta ancorato al suolo mentre vengono messi alla prova i nove motori Tianque-12A. Questi ultimi sono alimentati con metano e ossigeno liquido, una combinazione scelta anche da Elon Musk per le sue navicelle più recenti.
Zhuque-3 e la nuova corsa allo spazio: la Cina segue il modello SpaceX
LandSpace ha spiegato che, dopo questa prova, il veicolo sarà sottoposto a una simulazione di integrazione verticale e a un controllo tecnico completo. Fasi che anticiperanno il primo vero volo spaziale. Il Zhuque-3 misura 66m di altezza e ha una capacità di carico di 18,3 tonnellate in orbita bassa terrestre. Tutti valori che lo pongono appena sotto le prestazioni del Falcon 9, capace di trasportare fino a 22,8 tonnellate. Il design, però, è molto simile. Dispone infatti di due stadi, il primo recuperabile per essere riutilizzato nei voli successivi e il secondo sacrificabile.
L’obiettivo? Ridurre drasticamente i costi di lancio e aumentare la frequenza delle missioni, una formula che ha reso SpaceX la regina incontrastata del mercato globale dei lanci commerciali. LandSpace non è nuova alle innovazioni. Già con il precedente Zhuque-2, la società aveva ottenuto un primato mondiale, diventando la prima azienda privata a portare in orbita un razzo a propulsione metano-ossigeno. Ora il salto di qualità è evidente. In quanto con Zhuque-3, la compagnia punta a una riusabilità completa, dopo anni di test su decollo e atterraggio verticale.
La competizione interna si fa serrata. La rapidità con cui le aziende cinesi riescono a sviluppare i propri veicoli è dovuta anche e soprattutto a una burocrazia più snella rispetto a quella americana, che consente iter di approvazione e sperimentazione più veloci, seppur con maggiori rischi in termini di sicurezza. Per la Cina, però, lo sviluppo di razzi riutilizzabili non è solo una questione di efficienza. È un passaggio fondamentale per restare competitiva nella nuova economia spaziale dominata da SpaceX. Pechino punta così a costruire una filiera privata capace di fornire accesso orbitale a basso costo, riducendo la dipendenza dalle missioni governative e rafforzando la propria posizione nel panorama internazionale.
