La Regione Lazio ha fatto marcia indietro, o per meglio dire, ha fatto un bel passo avanti verso il buon senso e la realtà. Signori e signore, i Diesel Euro 4 e Euro 5 sono salvi! Potranno continuare a scorrazzare liberamente per la Capitale, anche dopo la fatidica data del primo novembre, che era vista da molti come il giorno del giudizio automobilistico.
Roma rallenta la transizione: Diesel ancora in strada
La prospettiva fino a ieri era quasi drammatica: immaginarsi migliaia di romani costretti a lasciare l’auto a casa per via di un blocco che doveva durare dal lunedì al venerdì, in orari che coprivano praticamente tutta la giornata lavorativa (dalle 8.30 alle 18.30), fino a marzo 2026. Capite bene che per chi non ha un veicolo di ultima generazione, o semplicemente non può permetterselo, si trattava di una vera e propria paralisi quotidiana. E per fortuna, la Regione ha ascoltato il grido d’aiuto dei cittadini e le richieste del Comune. Il risultato è che il temuto blocco è stato scongiurato e non ci saranno multe automatiche per questi veicoli, un sollievo non da poco per le tasche dei romani. Attenzione, però: il blocco resta fermo per i veicoli benzina fino a Euro 2 e i diesel fino a Euro 3. Questi, purtroppo, dovranno restare in garage.
C’è poi un aspetto che rende la faccenda meno draconiana. Le sanzioni per chi dovesse infrangere le regole non arriveranno in automatico, lette freddamente da un varco elettronico. No, dovranno essere comminate da un agente di polizia. Questo, in una città notoriamente complessa come Roma, significa dare un tocco di flessibilità e umanità alla transizione, riconoscendo che la mobilità è una sfida continua.
Ovviamente, la decisione non è caduta dal cielo senza un prezzo. Il Comune di Roma dovrà ora mettere in campo delle “misure compensative” per evitare che la salvezza dei Diesel Euro 4 e 5 si traduca in un disastro ambientale. E il piano è già sul tavolo, centrato sul riscaldamento domestico: l’inverno 2025-2026 vedrà le caldaie dei romani accendersi per tre settimane in meno del solito. In sostanza, si punta a ridurre le emissioni in modo alternativo, alleggerendo l’impatto sul traffico.
L’Assessore Patanè, responsabile della Mobilità, ha incorniciato la decisione come una “notizia positiva”, un raro esempio di come si possa trovare un punto di equilibrio tra la sacrosanta necessità di migliorare la qualità dell’aria e l’altrettanto sacrosanta necessità di non rovinare la vita dei cittadini. Insomma, dopo un periodo di panico generale, Roma può godersi un po’ di tregua, in attesa che la grande e complessa transizione ecologica trovi un passo che sia davvero compatibile con il battito della sua vita quotidiana.
