
Sony LYT-910
Nel campo della fotografia mobile, Samsung è da tempo la regina dei megapixel. È stata la prima a portare sul mercato sensori da 200 MP, adottati inizialmente da Motorola e poi sui propri flagship come Galaxy S23 Ultra e S24 Ultra, imponendo un chiaro standard di riferimento. Ma la supremazia sudcoreana potrebbe presto essere messa alla prova.
Secondo le informazioni trapelate da fonti industriali asiatiche, tra cui l’informatore FeniBook, Sony si prepara a lanciare il suo primo sensore da 200 megapixel, il LYT-910, che dovrebbe fare il debutto su alcuni smartphone top di gamma del 2026. Un salto storico per l’azienda giapponese, che finora aveva preferito concentrarsi sulla qualità dei pixel piuttosto che sulla quantità.
Il debutto della serie LYT entra nella fascia “ultra”
Il nuovo Sony LYT-910 rappresenta una naturale evoluzione della serie di sensori LYTIA, introdotta nel 2023 come successore della celebre gamma IMX. È un sensore da 1/1.11 pollici con pixel da 0,7 μm, e adotta un approccio ibrido alla risoluzione: grazie alla tecnologia pixel binning dinamico, potrà scattare sia in modalità 50 MP (per luce ridotta) che in 200 MP (per massima definizione). L’obiettivo, secondo le prime analisi, è offrire dettagli altissimi senza sacrificare la gamma dinamica, un equilibrio che finora è stato il tallone d’Achille dei sensori con densità di pixel elevata.
Il sensore integrerà anche zoom lossless 2x e 4x, sfruttando il crop nativo del sensore per mantenere la qualità ottica, oltre a un range dinamico superiore ai 100 dB, una cifra eccezionale per il mobile imaging. In pratica, sarà possibile ottenere fotografie più equilibrate nelle aree di luce e ombra, un aspetto cruciale per la resa HDR.
Video fino a 8K e HDR in tempo reale
Il LYT-910 non punta solo alla fotografia, ma anche al video. Le specifiche trapelate indicano la possibilità di registrare filmati in 4K a 120 fotogrammi al secondo o in 8K a 30 fps, con supporto HDR in tempo reale.
Sony starebbe inoltre lavorando su un nuovo processore d’immagine proprietario per gestire il flusso di dati ad altissima risoluzione senza surriscaldamento, un limite tecnico che ha frenato molti sensori di pari livello.
Il sensore è pensato per integrarsi con il proprio ecosistema software di AI Imaging, già adottato nei modelli Xperia, ma sarà offerto anche ad altri produttori, come da tradizione Sony Semiconductor.
