La competizione tra Cina e Stati Uniti nel campo dell’aviazione militare entra in una nuova fase. Un drone stealth cinese di enormi dimensioni è stato avvistato in volo per la prima volta, attirando l’attenzione degli analisti occidentali. Il filmato è stato diffuso sui social il 19 ottobre ed ha suscitato subito un’enorme attenzione. Viene mostrato un velivolo ad ala volante simile ai modelli americani più avanzati. Battezzato provvisoriamente GJ-X, il drone avrebbe un’apertura alare di circa 42m, si colloca così nella stessa categoria del bombardiere B-21 Raider.
Le immagini sembrano provenire dalla base aerea di Malan, nello Xinjiang, dove un prototipo era già stato individuato tramite satelliti lo scorso agosto. La struttura del velivolo fa pensare ad un progetto altamente sofisticato. Lo so evince dal design “cranked-kite” e dalla coda sdoppiata. L’elemento più sorprendente però è la gobba centrale, che lascerebbe pensare a due motori indipendenti, indicazione di un drone progettato per missioni intercontinentali. Se confermato, il GJ-X potrebbe rappresentare il primo UAV a lungo raggio della Cina.
Drone GJ-X: la Cina velocizza la corsa ai bombardieri autonomi
Il paragone con il B-21 Raider è inevitabile. Entrambi adottano una configurazione ad ala volante e capacità stealth estreme. Però, mentre l’aereo americano è ancora in fase di sviluppo, il drone cinese sembra già operativo. Secondo il giornalista militare Chen Xi, il GJ-X sarebbe “un bombardiere strategico a medio raggio”, progettato per colmare il divario con Washington in attesa del programma H-20, ancora in lavorazione.
Dal 2016, Pechino lavora al misterioso H20, ma questo nuovo prototipo potrebbe anticiparne le tecnologie. Alcuni esperti lo considerano un UCAV avanzato, cioè un drone da combattimento autonomo, in grado di compiere missioni offensive o di ricognizione senza pilota. Altri ritengono che si tratti di una piattaforma sperimentale. Nel senso di utile per testare nuove soluzioni aerodinamiche e sistemi di AI.
Nel frattempo, la Cina continua a espandere la flotta dei droni militari. Il GJ-X appare come l’evoluzione diretta del CH-7 “Caihong”, presentato nel 2024, ma con dimensioni e autonomia nettamente superiori. Secondo la rivista Modern Ships, questi nuovi modelli rappresentano un ecosistema di droni capaci di cooperare tra loro in volo, riducendo l’intervento umano e aumentando l’efficacia operativa. Insomma, tutto ciò, è la dimostrazione che la guerra del futuro sarà sempre più dominata dall’AI e dai velivoli senza pilota.
