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SHIELD propone una “cura” per i droni hackerati

I droni hackerati possono diventare un vero pericolo, ecco perché è stato introdotto SHIELD per "curarli" in fretta.

scritto da Margareth Galletta 15/10/2025 0 commenti 1 Minuti lettura
SHIELD
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Nel settore della sicurezza informatica applicata ai sistemi aerei, gli attacchi ai droni sono sempre più concreti. A tal proposito, la crescita dell’uso di tali dispositivi in svariati ambiti ha sollevato questioni urgenti. Legate soprattutto alla protezione dei sistemi autonomi da intrusioni. Un drone compromesso, infatti, può trasformarsi in un pericolo. Ciò con deviazioni di rotta, rallentamenti improvvisi o cadute incontrollate. A tal proposito, un gruppo di ricercatori della Florida International University (FIU) ha sviluppato SHIELD. Un sistema avanzato progettato per riconoscere e neutralizzare in tempo reale i cyberattacchi in volo. Il progetto, coordinato da Mohammad Ashiqur Rahman, docente alla Knight Foundation School of Computing and Information Sciences, introduce un approccio inedito alla difesa dei droni.

Droni attaccati: ecco come funziona SHIELD per la difesa

Il sistema si distingue per la sua capacità di monitorare l’intero ecosistema del drone: dal software all’hardware, fino alle componenti fisiche. Attraverso un’analisi costante dei parametri di funzionamento, SHIELD è in grado di individuare comportamenti anomali. I quali possono indicare la presenza di intrusioni. Come, ad esempio, variazioni nei livelli di batteria o un uso anomalo del processore. Quando il sistema rileva un’anomalia, attiva automaticamente un protocollo di risposta che identifica la minaccia e applica la strategia di recupero più appropriata. Consentendo così al drone di mantenere il controllo e completare la missione in sicurezza.

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Alla base del progetto vi è l’utilizzo di modelli di machine learning addestrati per riconoscere le “firme digitali” lasciate da diverse tipologie di attacco. I test condotti dal team hanno mostrato risultati significativi: SHIELD impiega in media 0,21 secondi per rilevare l’intrusione e 0,36 secondi per avviare il recupero. La presentazione di SHIELD apre uno scenario più ampio riguardo il futuro del settore. In un mondo in cui i droni svolgono un ruolo crescente, la sicurezza informatica non è più un aspetto accessorio, ma una condizione essenziale.

dronihackerShield
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Margareth Galletta
Margareth Galletta

Ciao sono Margareth, per gli amici Maggie, la vostra amichevole web writer di quartiere. Questa piccola citazione dice già tanto di me: amo il cinema, le serie tv, leggere e cantare a squarciagola i musical a teatro. Se a questo aggiungiamo la passione per la fotografia e la tecnologia direi che è facile intuire perché ho deciso di studiare e poi lavorare con la comunicazione.

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