Quando arriva l’inverno, pochi di noi pensano davvero a cosa ci permetta di tenere la casa calda. Accendiamo il termosifone, controlliamo la bolletta e, nella migliore delle ipotesi, ci lamentiamo del freddo. Eppure dietro quel gesto quotidiano c’è una fotografia interessante del nostro Paese: secondo l’ultimo rapporto dell’Istat, aggiornato al 2024, solo lo 0,6% degli italiani vive senza riscaldamento. Un numero minuscolo, ma che racconta anche un’Italia che si sta trasformando nel modo in cui scalda, raffredda e gestisce la propria energia.
Dal termosifone alla pompa di calore: come cambia l’energia domestica
Negli ultimi tre anni, le famiglie con un impianto autonomo sono passate dal 72,2% al 79%. In pratica, otto case su dieci si scaldano da sole, senza dipendere da impianti centralizzati o sistemi condominiali. Un segno dei tempi: più indipendenza, più controllo e, forse, anche più attenzione ai consumi. Il Nord-Est resta l’area più “autonoma”, con l’86,6% delle abitazioni dotate di riscaldamento individuale, mentre al Sud la cifra scende, ma resta comunque alta. E nelle isole? Lì, complici le temperature più miti, la percentuale si abbassa ancora, ma cresce il numero di chi utilizza stufe o apparecchi singoli.
Ma non si vive solo di termosifoni. L’aria condizionata, ormai, è diventata quasi una presenza fissa nelle case italiane: ce l’ha il 56% delle famiglie, in crescita rispetto al 49% del 2021. È interessante notare che non è solo una questione di latitudine — le grandi città, più che le regioni calde, sono quelle dove i condizionatori spopolano di più. E non si tratta solo di comfort: con le estati sempre più torride, diventa quasi una necessità.
L’Istat ha poi rilevato un altro dato curioso: il ritorno delle biomasse, come legna e pellet. Anche se in leggera flessione, il 16% delle famiglie italiane usa ancora legna da ardere, spesso nei piccoli comuni e nelle zone di montagna, dove il fuoco resta non solo una fonte di calore, ma un pezzo di identità domestica.
Tra i numeri, emerge un quadro chiaro: le case italiane stanno diventando più autonome e più tecnologiche, ma non ovunque allo stesso ritmo. Mentre nei centri urbani si moltiplicano pompe di calore e impianti smart, in collina e in montagna resistono tradizione e legna. E così, anche se le politiche europee puntano alla neutralità climatica entro il 2035, la quotidianità degli italiani resta un mosaico di vecchio e nuovo, dove la sostenibilità incontra — o almeno prova a incontrare — la realtà delle abitudini.
