La possibilità che la PS5 Pro gestisca il path tracing non è più solo un’ipotesi. Durante un’intervista concessa a WCCFTech, László Perneky, Lead Programmer di Gaijin Entertainment, ha confermato che la console di Sony potrebbe teoricamente supportare la tecnologia di Path Tracing Global Illumination (PTGI), già disponibile nella versione PC di War Thunder. La questione principale però resta legata alle prestazioni.
Il team di sviluppo ha spiegato di voler procedere con prudenza. Prima verrà introdotto il ray tracing tradizionale su console, e solo dopo, in base alle risorse grafiche rimanenti, si deciderà se implementare anche il PTGI. Questa strategia riflette un approccio realistico. Ovvero quello di voler sfruttare al massimo l’hardware della PS5 Pro senza compromettere la stabilità dei giochi. In altre parole, la console ha le potenzialità, ma serve un equilibrio preciso tra qualità visiva e fluidità.
PS5 e la corsa alla grafica del futuro
Le dichiarazioni di Perneky confermano quanto già espresso in passato da Mark Cerny, l’architetto capo della PS5 Pro. Già un anno fa, Cerny aveva chiarito che il path tracing su console avrebbe richiesto una “strategia di ottimizzazione estrema”. Le sue parole si sono rivelate profetiche. In quanto oggi nessun gioco per PS5 Pro utilizza ancora questa tecnica in modo completo.
War Thunder potrebbe diventare il primo esperimento, ma l’implementazione sarebbe limitata alla sola illuminazione globale. Gli analisti del settore concordano nel ritenere che una vera esperienza di path tracing, fluida e stabile, sarà probabilmente possibile solo con la futura PlayStation 6. Le attuali GPU console, pur migliorate, restano lontane dalle prestazioni delle schede di fascia alta per PC, come le recenti RTX 5090, capaci di gestire la complessa simulazione della luce con un livello di realismo impressionante.
La PS5 Pro, insomma, rappresenta un passo avanti ma non ancora una rivoluzione. Sony punta a estendere la vita della sua piattaforma, offrendo una qualità visiva superiore rispetto alla versione base, ma senza sconfinare in un territorio che oggi appartiene ancora al mondo PC. Per molti giocatori, il path tracing resta un sogno, una promessa di realismo totale che richiederà tempo, risorse e una nuova generazione di hardware per diventare realtà.
