Google Maps, l’app di navigazione più utilizzata al mondo, è di nuovo al centro dell’attenzione. Questa volta, però, non per una nuova funzione o un aggiornamento. Ma per un malfunzionamento che riguarda una delle sue opzioni più apprezzate. La cronologia degli spostamenti. Diversi utenti segnalano da settimane problemi persistenti nel backup dei propri dati. Soprattutto dopo cambi di password o trasferimenti su nuovi dispositivi.
La cronologia degli spostamenti, ritirata dalla versione web alla fine del 2023, consente di visualizzare in dettaglio i luoghi visitati e quando sono stati raggiunti. Google ha spostato tutto sul mobile. Introducendo la possibilità di eseguire il backup e il ripristino dei dati direttamente dagli smartphone. Tuttavia, la funzionalità non sembra funzionare correttamente per tutti. In molti casi il backup risulta attivabile ma non operativo. Oppure produce messaggi di errore.
Backup che non si attiva e ripristini bloccati: utenti di Maps frustrati. Ma ancora nessuna risposta da Google
Le segnalazioni si stanno moltiplicando online. Soprattutto da parte di chi ha recentemente cambiato password o effettuato un reset del proprio smartphone. In questi casi, il backup della cronologia non si riattiva e i dati precedenti non possono essere né recuperati né trasferiti. Il malfunzionamento è stato segnalato anche da chi ha semplicemente cambiato telefono. Una testimonianza riportata da Android Headlines parla di disservizi che vanno avanti da oltre un anno. Senza alcuna risposta ufficiale da parte di Google.
Alcuni utenti hanno trovato un’alternativa, anche se tutt’altro che ideale. Utilizzare un secondo account Google per ripristinare la funzione. Tuttavia, questa soluzione impedisce di unificare tutte le cronologie sotto un unico profilo. Vanificando così il senso stesso della funzione. Il problema non è nuovo. Già a marzo 2025, alcuni utenti avevano denunciato la cancellazione improvvisa della propria cronologia. Oggi la storia si ripete, con l’aggravante dell’assenza di un rimedio ufficiale. Google, per ora, tace.
