Il mondo dei social è in continua evoluzione, e Instagram sembra aver deciso di cambiare di nuovo le regole del gioco. Se fino a poco tempo fa si parlava soprattutto di come monetizzare i contenuti – con bonus, Reels pagati e programmi di affiliazione – ora l’azienda ci dice, in sostanza: “Basta con i soldi, vogliamo il prestigio!”.
Anelli d’oro e distintivi digitali per i top creator di Instagram
L’ultima trovata di Instagram è un programma di premi globale dedicato a quei creator che, a loro dire, “cambiano la cultura e abbattono barriere”. Lunedì hanno annunciato questa iniziativa, che non prevede assegni né bonifici, ma qualcosa di molto più… luccicante: un anello d’oro personalizzato. Soltanto 25 fortunati in tutto il mondo riceveranno questo riconoscimento simbolico, una sorta di “Sigillo d’Oro” della creatività.
Questa mossa non è casuale. Fa parte di un trend che vede Meta (la casa madre di Instagram e Facebook) ritirare pian piano i programmi di compenso economico. Via i bonus per gli annunci sui profili, via i pagamenti per i Reels e via le ricompense per l’affiliazione. Il messaggio è forte e chiaro: l’attenzione si sposta dal guadagno diretto al riconoscimento simbolico e culturale.
Per dare peso a questo “Oscar dei social”, Instagram ha tirato fuori l’artiglieria pesante, chiamando una giuria di altissimo livello. Chi selezionerà i 25 prescelti? Nientemeno che il capo di Instagram in persona, Adam Mosseri, affiancato da icone come il regista Spike Lee, lo stilista Marc Jacobs, la star del tech su YouTube Marques Brownlee, l’attrice Yara Shahidi e la leggenda del make-up Pat McGrath.
È una giuria che mescola il cinema, la moda, il design e il digitale, con l’intento di premiare chi riesce davvero a unire estetica potente, messaggio significativo e impatto culturale.
I vincitori, oltre all’anello d’oro fisico (disegnato dalla talentuosa Grace Wales Bonner), riceveranno un distintivo digitale da esibire sul profilo e la possibilità di personalizzare il tasto “Mi piace” sui loro post. Carino, certo, ma qui si arriva al nodo cruciale: zero ricompense economiche.
Per chi vive di content creation, questa è una pillola difficile da digerire. Il contesto economico, infatti, non è per niente roseo. Un recente sondaggio di Kajabi ha rivelato che nel 2024 le collaborazioni retribuite tra brand e creator sono crollate del 52%. In più, la maggior parte delle partnership finisce nelle mani dei profili già super famosi, come segnalato da Bank of America. Insomma, i creator di medio e piccolo livello faticano già parecchio.
Instagram difende la sua scelta, dicendo che lo spirito è celebrare chi “osa prendere rischi creativi e unisce le persone attraverso la propria visione”. È un bel pensiero, un tentativo di dare ai creator lo stesso glamour degli artisti di fama mondiale, ma la domanda che ronza nelle orecchie è: quanto vale un anello d’oro quando le bollette non si pagano con il prestigio?
Il verdetto finale lo sapremo presto: i nomi dei 25 vincitori saranno annunciati il 16 ottobre. Staremo a vedere se questo premio simbolico riuscirà davvero a motivare la comunità creativa o se verrà percepito solo come un elegante contentino.
