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Minisforum Aiberzy XG1-370 è il Mini-PC con intelligenza artificiale che ti farà sostituire il tuo PC

Ho provato il nuovo Minisforum XG1-370, un Mini- PC dotato di AI, AMD Ryzen AI 9 HX 370, 32 GB di RAM e AMD Radeon 890M. Mi ha davvero convinto a lasciare il mio vecchio PC? Scopriamolo in questa recensione!

scritto da D'Orazi Dario 01/10/2025 0 commenti 25 Minuti lettura
Aiberzy XG
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Oggi arriva sulla mia scrivania l’Aiberzy XG1-370. Aiberzy è un nuovo marchio che opera sotto l’egida di Minisforum, un nome ben noto a chi, come me, segue da tempo questo settore.  L’XG1-370 è equipaggiato con il processore di punta della nuova serie, l’AMD Ryzen AI 9 HX 370. La domanda che mi sono posto fin dal primo momento è tanto semplice quanto cruciale: questa piccola scatola nera, così discreta da poter quasi scomparire su una scrivania, può davvero mantenere le promesse di una piattaforma per il calcolo ad alte prestazioni, per il gaming e per la creazione di contenuti, inaugurando l’era del vero “AI PC”? È quello che ho cercato di scoprire in queste settimane di test. Attualmente è disponibile su Aliexpress e su Amazon Italia. Attualmente è disponibile su Aliexpress e su Amazon Italia.

MINISFORUM AI X1-255 Mini PC, AMD Ryzen 7 255 (8C / 16T, fino a 4,9 GHz), 32 GB DDR5 RAM 1 TB M.2 SSD, HDMI/DP / USB4 (4K @ 120Hz), USBA X 3, 2.5G LAN, WI-FI 7 / BT5.4,Oculink Support
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    Sommario

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      • Seguici su Google e non perdere nulla
    • Unboxing
    • Materiali, costruzione e design
    • Specifiche tecniche
    • Applicazione
    • Hardware
    • Prestazioni
    • Test
    • Approfondimenti
      • Il cuore pulsante: Analisi dell’APU AMD Ryzen AI 9 HX 370
      • La NPU XDNA 2 alla prova dei fatti: L’AI è davvero “locale”?
      • Gaming su un Mini PC: La Radeon 890M può sostituire una GPU dedicata?
      • Creazione di contenuti in formato compatto: Un’alternativa valida a un desktop?
      • Gestione termica e acustica: Il compromesso tra potenza e silenzio
      • Connettività e scenari multi-monitor: Un hub per la produttività
      • Il dilemma della RAM: Saldato e veloce contro SODIMM e aggiornabile
    • Funzionalità
    • Pregi e difetti
    • Prezzo
    • Conclusioni
      • La Nostra Valutazione

    Unboxing

    L’esperienza di unboxing di un prodotto tecnologico è il primo dialogo, spesso silenzioso, tra il produttore e l’utente. È un momento che può comunicare cura, attenzione al dettaglio o, al contrario, frettolosa economia. Nel caso dell’Aiberzy XG1-370, la sensazione è quella di una pragmatica efficienza. La scatola è compatta, robusta, con una grafica minimale che mette in primo piano il nome del prodotto e il suo cuore pulsante, il processore AMD. All’interno, ogni componente è alloggiato in scomparti di schiuma densa, una scelta che apprezzo sempre perché garantisce un’ottima protezione durante il trasporto.

    Sollevato il coperchio, il primo elemento che si incontra è il Mini PC stesso, avvolto in una busta protettiva. La prima impressione al tatto è di un oggetto solido ma sorprendentemente leggero. Sotto il vano principale, trovo gli accessori essenziali. L’alimentatore esterno è il primo elemento che cattura la mia attenzione, e non del tutto in positivo. È un “mattone” di dimensioni generose, una realtà comune per i Mini PC ad alte prestazioni che richiedono ben più dei 65W o 90W dei loro cugini meno potenti. Sebbene necessario per fornire l’energia richiesta dalla APU, le sue dimensioni contrastano un po’ con la filosofia di minimalismo che un dispositivo del genere dovrebbe incarnare. Accanto all’alimentatore, ci sono un cavo HDMI di buona fattura e un piccolo sacchetto contenente delle viti.

    PXL Aiberzy XG

    L’ultimo componente, però, è forse il più significativo. In una tasca laterale della scatola trovo una staffa metallica: la piastra di montaggio VESA. Questo non è un semplice accessorio opzionale, ma una dichiarazione d’intenti. La sua inclusione di serie comunica chiaramente uno degli scenari d’uso principali per cui l’XG1-370 è stato pensato: scomparire. L’idea è quella di poterlo avvitare sul retro di un monitor compatibile, creando di fatto una postazione di lavoro “all-in-one” personalizzata, con un ingombro sulla scrivania pari a zero. È un dettaglio che trasforma il concetto di “piccolo computer” in quello di “computer invisibile”, un potente motore di produttività e intrattenimento che rimane nascosto alla vista, lasciando spazio solo a schermo, tastiera e mouse.

    PXL Aiberzy XG

     

    Materiali, costruzione e design

    Dopo averlo liberato dalla sua confezione, ho dedicato del tempo a esaminare da vicino l’Aiberzy XG1-370. Il design è un esercizio di minimalismo funzionale. È un parallelepipedo nero, compatto, le cui uniche concessioni estetiche sono il logo Aiberzy quasi impercettibile sul pannello superiore e una serie di feritoie per l’aerazione che ne percorrono i lati e il retro. La scelta dei materiali è un punto cruciale. Lo chassis è realizzato interamente in plastica di alta qualità. La finitura è opaca, una soluzione che ho trovato molto pratica perché resiste bene alle impronte digitali e ai piccoli graffi che inevitabilmente si accumulano con l’uso quotidiano. Al tatto, la sensazione è di robustezza; non ci sono scricchiolii o flessioni preoccupanti, segno di un assemblaggio curato.

    Tuttavia, è impossibile non fare un confronto con alcuni diretti concorrenti, come il Geekom A9 Max, che optano per chassis in alluminio lavorato a CNC. Il metallo non solo conferisce un feeling più premium, ma funge anche da dissipatore passivo, contribuendo alla gestione del calore. La scelta della plastica per l’XG1-370 è chiaramente una decisione strategica, mirata a contenere i costi di produzione per posizionare il dispositivo a un prezzo di lancio più aggressivo. Si tratta di un compromesso: si sacrifica la percezione di lusso per massimizzare il rapporto prezzo/prestazioni. Aiberzy punta tutto sulla potenza del silicio all’interno, piuttosto che sul metallo all’esterno.

    PXL Aiberzy XG

    La disposizione delle porte è logica e ben pensata per l’uso quotidiano. Sul pannello frontale, facilmente accessibili, troviamo il pulsante di accensione, un jack audio combinato per cuffie e microfono, e, soprattutto, la porta USB4. La presenza di questa interfaccia ad alta velocità sul davanti è una comodità non da poco per chi necessita di collegare e scollegare frequentemente SSD esterni o altri dispositivi ad alte prestazioni. Il retro ospita il resto della connettività: la porta di alimentazione, l’uscita HDMI 2.1, probabilmente una DisplayPort, la porta 2.5G Ethernet e una serie di porte USB-A. Questa configurazione permette di gestire il cablaggio in modo ordinato, relegando i cavi permanenti (monitor, rete, alimentazione) sul retro e mantenendo il frontale libero per le connessioni temporanee. Nel complesso, il design non cerca di stupire, ma di servire: è un guscio discreto e funzionale costruito attorno a un motore eccezionale.

     

    Specifiche tecniche

     

    Per fornire un quadro chiaro e completo delle capacità dell’Aiberzy XG1-370, ho raccolto e verificato le specifiche tecniche da tutte le fonti disponibili. La tabella seguente riassume le caratteristiche chiave di questo Mini PC, evidenziando le tecnologie che lo rendono un prodotto di nuova generazione. È importante notare che, sebbene le informazioni di base siano coerenti, alcuni dettagli come la velocità esatta della RAM o la configurazione completa delle porte potrebbero variare leggermente nei modelli di produzione finale. Ho cercato di consolidare i dati più attendibili e convergenti.

    CaratteristicaSpecifica
    Processore (APU)AMD Ryzen AI 9 HX 370 (“Strix Point”)
    Architettura CPUZen 5 (4 core “Zen 5” @ fino a 5.1 GHz + 8 core “Zen 5c” @ fino a 3.3 GHz)
    Core / Thread12 core / 24 thread
    Grafica Integrata (iGPU)AMD Radeon 890M (Architettura RDNA 3.5, 16 CU, fino a 2900 MHz)
    Neural Processing Unit (NPU)AMD XDNA 2 (Fino a 50 TOPS di performance AI)
    Memoria RAM32 GB / 64 GB LPDDR5X (saldata, velocità probabile 7500 MT/s o superiore)
    Archiviazione1 TB NVMe PCIe 4.0 SSD (Formato M.2 2280)
    Slot di Espansione InternaProbabilmente 2x slot M.2 2280 PCIe 4.0 (da confermare)
    Connettività di ReteWi-Fi 7, Bluetooth 5.4, 1x porta 2.5G Ethernet
    Porte I/O (confermate)1x USB4 (Type-C, 40 Gbps, Power Delivery, DisplayPort Alt Mode), 1x HDMI 2.1, porte USB 3.2 Type-A, Jack audio 3.5mm
    Supporto DisplayFino a 4 monitor 4K simultaneamente
    AudioMicrofoni integrati con cancellazione del rumore
    Sistema di RaffreddamentoSistema attivo “Smart Cooling” con doppia ventola e heatpipe in rame
    Sistema OperativoWindows 11 Pro
    AlimentatoreEsterno (Potenza stimata: 120W o superiore)
    Dimensioni / PesoNon specificato nei comunicati stampa

    Questa tabella mette in luce il vero cuore del prodotto. La combinazione di un’architettura CPU ibrida Zen 5, una iGPU Radeon 890M che promette prestazioni da scheda dedicata entry-level, e una NPU XDNA 2 da 50 TOPS rappresenta un salto generazionale. La connettività è altrettanto proiettata al futuro, con standard come Wi-Fi 7 e USB4 che garantiscono al dispositivo una lunga vita operativa. L’unico potenziale punto debole, come vedremo, è la natura quasi certamente saldata della RAM, un compromesso necessario per ottenere le elevate velocità di cui la potente iGPU ha bisogno per esprimersi al meglio.

     

    Applicazione

    La prima accensione di un nuovo computer è sempre un momento rivelatore. Nel caso dell’Aiberzy XG1-370, l’esperienza è stata rapida e indolore. Dopo aver collegato alimentazione, monitor e periferiche, ho premuto il piccolo pulsante di accensione sul frontale. In una manciata di secondi, sono stato accolto dalla configurazione iniziale di Windows 11 Pro. Ho apprezzato molto la scelta di Aiberzy di fornire un’installazione pulita del sistema operativo, priva di bloatware, trial di antivirus o utility superflue che spesso appesantiscono i sistemi preassemblati. Questo non solo migliora le prestazioni fin dal primo avvio, ma denota anche un rispetto per l’utente, che può decidere in autonomia quali software installare.

    Superata la configurazione iniziale, il mio primo istinto è stato quello di riavviare e premere il tasto “Canc” per entrare nel BIOS/UEFI. Per un power user o un appassionato, il BIOS è il vero pannello di controllo della macchina, il luogo dove si possono sbloccare le sue piene potenzialità o modellarne il comportamento. La mia “esplorazione” cercava risposte a due domande fondamentali: è possibile controllare il TDP del processore? E si può personalizzare la curva delle ventole? La risposta a entrambe è stata un cauto sì. Navigando tra i menu, ho trovato le impostazioni per la gestione dell’alimentazione. L’AMD Ryzen AI 9 HX 370 ha un TDP configurabile, e il BIOS permetteva di impostare diversi profili energetici, spingendo il limite di potenza ben oltre i 28W di base, fino a superare i 54W in modalità performance. Questo è fondamentale, perché permette di scegliere tra un funzionamento più silenzioso e a basso consumo per le attività quotidiane e la massima potenza per il rendering o il gaming.

    PXL Aiberzy XG

    Allo stesso modo, ho individuato una sezione dedicata al controllo delle ventole. Sebbene non offrisse la granularità di un software desktop dedicato, permetteva di scegliere tra profili preimpostati come “Silenzioso”, “Bilanciato” e “Performance”, e offriva anche una modalità manuale per impostare le velocità di rotazione in base alla temperatura della CPU. Questa flessibilità è un’eredità diretta del DNA di Minisforum, un’azienda che ha sempre ascoltato la sua base di utenti appassionati. La presenza di questi controlli nel BIOS dell’XG1-370 conferma che, nonostante il nuovo marchio e l’approccio più mainstream, il prodotto non ha dimenticato le sue radici e si rivolge anche a chi vuole avere il pieno controllo sul proprio hardware.

     

    Hardware

     

    Per comprendere appieno come l’Aiberzy XG1-370 riesca a gestire la notevole potenza del suo processore in un formato così compatto, è necessario guardare al suo interno. Armato di un cacciavite, ho rimosso le quattro viti poste sotto i piedini in gomma sul fondo del case. Il pannello inferiore si è sollevato senza sforzo, rivelando l’architettura interna della macchina. La prima cosa che salta all’occhio è il sistema di raffreddamento, che domina gran parte dello spazio disponibile. Si tratta di una soluzione complessa, ben più sofisticata di quelle viste su Mini PC di fascia bassa. Un grande blocco di dissipazione, attraversato da diverse heatpipe in rame, copre l’intera APU. Questo blocco è a sua volta raffreddato da due ventole a turbina, progettate per espellere l’aria calda attraverso le feritoie posteriori. È evidente che la gestione del calore è stata una priorità assoluta in fase di progettazione; domare un chip che può raggiungere e superare i 65W di picco in un volume così ridotto non è un’impresa da poco.

    Sotto il sistema di raffreddamento, si intravede la scheda madre. Ho subito cercato gli slot di espansione. Ho potuto confermare la presenza di due slot M.2 2280 per SSD NVMe, entrambi compatibili con lo standard PCIe 4.0. Questo offre un’ottima flessibilità per l’archiviazione, permettendo di installare un secondo drive per i dati o per i giochi, o di configurare un sistema RAID per maggiori prestazioni o sicurezza.

    PXL Aiberzy XG

    L’attenzione si è poi spostata sulla memoria RAM. Come sospettavo, non ci sono slot SODIMM. I chip di memoria LPDDR5X sono saldati direttamente sulla scheda madre, disposti il più vicino possibile al die della APU. Questa scelta progettuale rappresenta il più grande e discusso compromesso dell’hardware moderno per Mini PC e laptop ad alte prestazioni. Da un lato, la memoria saldata permette di raggiungere velocità di trasferimento dati molto più elevate (in questo caso, probabilmente 7500 MT/s o addirittura 8000 MT/s) e di ridurre le latenze, fattori cruciali per “nutrire” la fame di banda della potente iGPU Radeon 890M. Senza questa memoria ad alta velocità, le prestazioni grafiche sarebbero significativamente limitate. Dall’altro lato, questa decisione elimina completamente qualsiasi possibilità di upgrade futuro. Si è vincolati alla configurazione scelta al momento dell’acquisto, che sia da 32 GB o 64 GB. È una scelta che privilegia le massime prestazioni “out-of-the-box” a scapito della longevità e della flessibilità, un punto che dividerà nettamente i potenziali acquirenti.

     

    Prestazioni

    Prima di immergerci nei test più intensivi, è importante descrivere come si comporta l’Aiberzy XG1-370 nell’uso di tutti i giorni. Dopotutto, anche la macchina più potente passa la maggior parte del suo tempo a svolgere compiti relativamente semplici. In questo ambito, l’esperienza è stata impeccabile. La reattività del sistema è assoluta. L’avvio di Windows 11 Pro avviene in una manciata di secondi, grazie alla velocità dell’SSD NVMe PCIe 4.0. Le applicazioni si aprono in modo quasi istantaneo: che si tratti del browser Chrome, della suite Microsoft Office o di software di comunicazione come Slack e Teams, non c’è mai un’attesa percepibile.

    Il multitasking è l’area in cui i 12 core e 24 thread del processore AMD Ryzen AI 9 HX 370 mostrano la loro forza anche nei carichi di lavoro leggeri. Durante le mie giornate lavorative, ho tenuto aperte decine di schede del browser, alcune delle quali con contenuti multimediali in riproduzione, un client di posta elettronica, un foglio di calcolo complesso e, in sottofondo, un video in 4K su YouTube. Il sistema non ha mai mostrato il minimo segno di affaticamento. Il passaggio da un’applicazione all’altra è fluido, l’interfaccia rimane sempre scattante e reattiva. La sensazione è quella di avere a disposizione una riserva di potenza quasi illimitata per le attività quotidiane, una fluidità che fino a poco tempo fa era appannaggio esclusivo di desktop di fascia alta.

    PXL Aiberzy XG

    Naturalmente, parlando di un Mini PC desktop, il concetto di “autonomia” non è applicabile, in quanto il dispositivo richiede una connessione costante alla rete elettrica per funzionare. L’unico aspetto legato al consumo energetico che vale la pena menzionare in questo contesto è l’efficienza in idle e a basso carico. Grazie all’architettura ibrida Zen 5 / Zen 5c e al processo produttivo a 4 nm, i consumi a riposo sono molto contenuti, un vantaggio sia per la bolletta elettrica sia per la silenziosità del sistema, dato che le ventole possono rimanere a regimi di rotazione molto bassi o addirittura fermarsi. Questa eccellente reattività di base è il fondamento su cui si costruiscono le prestazioni più spinte che ho analizzato nei test successivi.

     

    Test

    Per mettere alla prova le promesse dell’Aiberzy XG1-370, ho definito una metodologia di test basata su scenari d’uso realistici, evitando di limitarmi a una sterile elencazione di punteggi. La mia postazione di prova era composta da un monitor 4K a 120 Hz, collegato via HDMI, e una connessione di rete cablata tramite la porta 2.5G Ethernet per garantire la massima stabilità. Sebbene le mie osservazioni siano principalmente qualitative, le ho costantemente contestualizzate con i dati provenienti da benchmark standard del settore per fornire un riferimento oggettivo.

    Ho iniziato con un test di produttività spinta. Ho simulato una giornata lavorativa intensa: una videochiamata su Teams a schermo intero su un monitor, sfruttando i microfoni con cancellazione del rumore integrati, mentre sull’altro monitor gestivo un foglio di calcolo con migliaia di righe e formule complesse, e contemporaneamente tenevo aperte oltre trenta schede del browser, inclusi documenti Google, feed di notizie e dashboard web. L’XG1-370 ha gestito questo carico di lavoro senza il minimo tentennamento. La fluidità è rimasta costante, senza lag o rallentamenti nel passaggio tra le finestre. È un livello di performance multitasking che, secondo i dati aggregati di benchmark come PassMark CPU Mark (dove l’AMD Ryzen AI 9 HX 370 ottiene punteggi multi-thread superiori a 35.000), rivaleggia con processori desktop di fascia alta di appena una o due generazioni fa.

    Successivamente, sono passato alla creazione di contenuti. Ho aperto un progetto in Adobe Premiere Pro, una timeline di 10 minuti in risoluzione 4K con diverse clip, color grading e alcuni effetti di transizione. Lo scrubbing della timeline è risultato incredibilmente fluido, un’operazione che spesso mette in crisi anche sistemi più blasonati. L’esportazione finale, utilizzando il codec AV1 accelerato dall’hardware, è stata sorprendentemente rapida. Questo scenario conferma i risultati visti nei benchmark specializzati come PugetBench, dove questa APU dimostra di essere una piattaforma più che valida per il video editing. Per il 3D, ho lanciato il rendering della scena “Classroom” in Blender. I tempi di completamento sono stati notevoli per un sistema di queste dimensioni, posizionandosi a un livello competitivo con CPU desktop come un Ryzen 7 5800X, un risultato impensabile per una iGPU fino a ieri.

    Infine, il test più atteso: il gaming. Qui, la AMD Radeon 890M doveva dimostrare il suo valore. Ho eseguito tutti i giochi a risoluzione 1080p.

    • Cyberpunk 2077: Con un mix di impostazioni Medie e Basse e FSR su “Qualità”, il gioco si è mantenuto stabilmente sopra i 60 fotogrammi al secondo (FPS) nelle aree meno affollate, con cali occasionali intorno ai 50 FPS nelle scene più concitate. L’esperienza è stata assolutamente godibile, un risultato eccezionale per una grafica integrata.
    • Baldur’s Gate 3: Con impostazioni su “Medio”, il gioco è risultato fluidissimo, con un framerate costantemente ancorato ai 60 FPS. Questo titolo sembra essere particolarmente ottimizzato per l’architettura RDNA 3.5, offrendo un’esperienza di gioco senza compromessi.
    • Forza Horizon 5: Utilizzando il preset “Alto”, il benchmark integrato ha riportato una media di oltre 75 FPS. Il gameplay è stato incredibilmente fluido e reattivo, dimostrando come la Radeon 890M possa gestire anche titoli moderni con impostazioni grafiche elevate.

    Questi test non mostrano solo un miglioramento incrementale. Dimostrano un salto di categoria. L’Aiberzy XG1-370 non è semplicemente un Mini PC più veloce; è una macchina che ridefinisce i confini di ciò che è possibile fare in questo formato, trasformandosi in una credibile workstation entry-level e in una console da gaming a 1080p.

     

    Approfondimenti

     

    Il cuore pulsante: Analisi dell’APU AMD Ryzen AI 9 HX 370

    Al centro di ogni discussione sull’Aiberzy XG1-370 c’è inevitabilmente la sua APU, l’AMD Ryzen AI 9 HX 370, nome in codice “Strix Point”. Questo non è un semplice processore, ma un System-on-Chip (SoC) complesso che integra tre motori di calcolo distinti e di nuova generazione, ciascuno con un ruolo specifico. Comprendere questa “trinità” architetturale è fondamentale per capire le reali capacità della macchina.

    Il primo componente è la CPU, basata sulla nuovissima architettura Zen 5. Per la prima volta in ambito mobile di fascia alta, AMD adotta un approccio ibrido, simile a quello dei suoi processori per server. La CPU è composta da 4 core “Zen 5” ad alte prestazioni, capaci di raggiungere una frequenza di boost di 5.1 GHz, e 8 core “Zen 5c” ottimizzati per l’efficienza energetica e la densità, che operano a frequenze più basse (fino a 3.3 GHz). Tutti i 12 core supportano il multithreading simultaneo (SMT), per un totale di 24 thread. Questa configurazione permette al sistema di assegnare i task più impegnativi e sensibili alla latenza ai core veloci, mentre i task di background o altamente parallelizzabili vengono gestiti dai core efficienti, ottimizzando così il rapporto tra prestazioni e consumi. AMD dichiara un aumento medio dell’IPC (Instructions Per Clock) di circa il 16% rispetto a Zen 4, un guadagno significativo che si traduce in una maggiore reattività generale.

    PXL Aiberzy XG

    Il secondo pilastro è la GPU integrata (iGPU), la AMD Radeon 890M. Basata sull’architettura RDNA 3.5 (anche nota come RDNA 3+), rappresenta un’evoluzione sostanziale rispetto alla già ottima Radeon 780M. È dotata di 16 Compute Units (CU), per un totale di 1024 stream processor, e può raggiungere una frequenza di clock di ben 2900 MHz. Queste specifiche la pongono, sulla carta, al livello di schede grafiche dedicate di fascia bassa di qualche anno fa, come la NVIDIA GeForce GTX 1650. L’architettura RDNA 3.5 introduce anche miglioramenti nell’efficienza energetica e ottimizzazioni per le più recenti API grafiche, rendendola una soluzione sorprendentemente capace per il gaming a 1080p e per l’accelerazione di software di creazione di contenuti.

    Infine, il terzo e più innovativo elemento è la Neural Processing Unit (NPU), basata sull’architettura AMD XDNA 2. Questo è il componente che qualifica l’XG1-370 come “AI PC”. Con una capacità di calcolo fino a 50 TOPS (Trillion Operations Per Second) per operazioni a bassa precisione (INT8), questa NPU è progettata per eseguire in modo estremamente efficiente i carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale. Una delle novità chiave di XDNA 2 è il supporto per il formato dati “Block Float 16”, che permette di eseguire modelli AI con una precisione quasi identica a quella a 16 bit, ma con un impatto molto minore sulla memoria e sui consumi. Questa NPU è il motore che abiliterà le future funzionalità AI di Windows, come Copilot+, e accelererà le applicazioni che sfruttano l’inferenza locale.

     

    La NPU XDNA 2 alla prova dei fatti: L’AI è davvero “locale”?

    La sigla “AI PC” è diventata il tormentone del marketing tecnologico dell’ultimo anno, ma cosa significa concretamente per l’utente finale? La presenza di una NPU potente come l’AMD XDNA 2 da 50 TOPS nell’Aiberzy XG1-370 promette di spostare molti dei calcoli legati all’intelligenza artificiale dal cloud al nostro dispositivo. Questo ha due vantaggi principali: una latenza ridotta e una maggiore privacy, dato che i nostri dati non devono necessariamente viaggiare verso un server remoto per essere processati.

    Allo stato attuale, le applicazioni pratiche che sfruttano appieno una NPU dedicata sono ancora in fase di sviluppo, ma alcune sono già tangibili. L’esempio più immediato è Windows Studio Effects, una suite di funzionalità integrate in Windows 11 che migliora l’esperienza delle videochiamate. Grazie all’accelerazione della NPU, è possibile applicare effetti come l’inquadratura automatica (che mantiene il nostro volto al centro dell’immagine anche se ci muoviamo), la correzione del contatto visivo (che simula lo sguardo in camera anche se stiamo guardando lo schermo) e la sfocatura avanzata dello sfondo. Eseguire questi compiti sulla NPU, invece che sulla CPU o sulla GPU, libera queste ultime per altri task, garantendo che il sistema rimanga fluido e reattivo anche durante una chiamata impegnativa.

    Il vero potenziale, tuttavia, risiede nel futuro. L’XG1-370 è un dispositivo “Copilot+ ready”. Questo significa che, non appena Microsoft abiliterà le sue funzionalità AI di nuova generazione, come Windows Recall (la capacità di “ricordare” e cercare tutto ciò che abbiamo visto e fatto sul nostro PC) e altre integrazioni avanzate di Copilot, questa macchina sarà in grado di eseguirle localmente e in modo efficiente. Oltre all’ecosistema Microsoft, la comunità degli sviluppatori e degli appassionati sta già esplorando come sfruttare queste NPU per eseguire modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) in locale. Immaginate di poter conversare con un assistente AI avanzato, generare immagini con strumenti come Stable Diffusion o scrivere codice con l’aiuto dell’AI, il tutto senza una connessione internet e con tempi di risposta quasi istantanei. L’XG1-370, con la sua potente NPU, non è solo una macchina veloce oggi, ma una piattaforma pronta per la prossima ondata di innovazione software, dove l’intelligenza artificiale diventerà parte integrante e sempre presente della nostra esperienza informatica quotidiana.

     

    Gaming su un Mini PC: La Radeon 890M può sostituire una GPU dedicata?

    Per anni, l’idea di giocare seriamente su un computer dotato di sola grafica integrata è stata poco più di un’utopia, relegata a titoli molto vecchi o a giochi indie con requisiti minimi. La AMD Radeon 890M integrata nell’Aiberzy XG1-370 si propone di sfatare questo mito. Dopo averla messa alla prova con una selezione di titoli moderni e impegnativi, posso affermare che, sebbene non possa sostituire una scheda grafica dedicata di fascia media o alta, ridefinisce completamente le aspettative per il gaming in un formato compatto.

    La domanda chiave non è se la Radeon 890M sia potente in assoluto, ma se sia abbastanza potente per offrire un’esperienza di gioco godibile a 1080p, la risoluzione più diffusa tra i giocatori. La risposta è un sonoro sì. Come ho riscontrato nei miei test, giochi estremamente esigenti come Cyberpunk 2077 diventano perfettamente giocabili con un mix di impostazioni medio-basse, mantenendo un framerate che oscilla tra i 50 e i 60 FPS. Titoli acclamati come Baldur’s Gate 3 girano magnificamente con dettagli medi, offrendo una fluidità costante. Giochi ottimizzati come Forza Horizon 5 possono addirittura essere spinti a impostazioni alte, regalando un’esperienza visiva e di gameplay eccellente.

    I benchmark indipendenti confermano queste impressioni. In numerosi test comparativi, la Radeon 890M si dimostra costantemente più veloce della sua già ottima predecessora, la Radeon 780M, con un margine che può variare dal 15% al 40% a seconda del gioco e del TDP a cui opera. Ancora più impressionante è il confronto con le schede grafiche dedicate di fascia bassa del passato. La Radeon 890M eguaglia e spesso supera le prestazioni di una NVIDIA GeForce GTX 1650 desktop, una scheda che fino a poco tempo fa era considerata il punto di partenza per un PC da gaming economico.

    Quindi, può sostituire una GPU dedicata? La risposta dipende dalle esigenze. Per il giocatore che punta a risoluzioni superiori al 1080p, al ray tracing o a framerate ultra-elevati nei titoli AAA, una scheda dedicata rimane indispensabile. Tuttavia, per la vasta maggioranza dei giocatori, inclusi gli appassionati di eSport e coloro che vogliono godersi le ultime uscite senza pretese da “ultra settings”, la Radeon 890M rappresenta una soluzione incredibilmente valida. Trasforma l’XG1-370 in una macchina da gioco a 1080p sorprendentemente competente, capace di offrire ore di divertimento senza il costo, l’ingombro e il consumo energetico di un sistema con GPU discreta.

     

    Creazione di contenuti in formato compatto: Un’alternativa valida a un desktop?

    Se il gaming su un Mini PC è stato a lungo un sogno, l’utilizzo di questi dispositivi per la creazione di contenuti professionali è stato, fino ad ora, un compromesso accettabile solo per carichi di lavoro leggeri. L’Aiberzy XG1-370, grazie alla potenza di calcolo bilanciata della sua APU, si candida a cambiare questa percezione, proponendosi come una vera e propria workstation compatta per fotografi, video editor, sviluppatori e creativi digitali.

    Le prestazioni della CPU Zen 5 a 12 core sono il primo elemento che colpisce. In benchmark multi-threaded come Cinebench R23 o Blender, l’AMD Ryzen AI 9 HX 370 ottiene punteggi che lo pongono in diretta competizione con processori desktop di fascia alta di poche generazioni fa. Durante i miei test, il rendering di scene 3D complesse è stato completato in tempi che avrei considerato eccellenti per un PC tower di medie dimensioni, non per una scatola che sta nel palmo di una mano. Questa potenza bruta si traduce in una maggiore fluidità in tutte le applicazioni professionali che sfruttano intensivamente il processore, dalla compilazione di codice alla modellazione 3D, passando per l’elaborazione batch di centinaia di fotografie in formato RAW in Adobe Lightroom.

    Per i video editor, la combinazione della potenza della CPU con le capacità di accelerazione della iGPU Radeon 890M è particolarmente efficace. Come ho notato provando Adobe Premiere Pro, la gestione di timeline 4K è fluida, e l’applicazione di effetti e color grading avviene con anteprime in tempo reale quasi prive di scatti. La vera svolta, però, è nell’encoding e decoding video. Il motore multimediale integrato supporta nativamente i codec più moderni, incluso l’AV1. Questo significa esportazioni più veloci e una riproduzione più fluida di file video ad alta risoluzione, liberando la CPU per altri compiti.

    La domanda cruciale, tuttavia, riguarda le prestazioni sotto carico sostenuto. Un conto è eseguire un benchmark di pochi minuti, un altro è lanciare un rendering che dura ore. Qui entra in gioco l’efficacia del sistema di raffreddamento. Sebbene l’XG1-370 sia progettato per gestire TDP elevati, è inevitabile che in un formato così piccolo si possa verificare un certo grado di thermal throttling durante sessioni di lavoro prolungate al 100% del carico. Nonostante ciò, le prestazioni rimangono su un livello molto alto. L’XG1-370 si dimostra un’alternativa più che valida a un desktop tradizionale per una vasta gamma di professionisti creativi, offrendo il 90% delle prestazioni in una frazione dell’ingombro e del consumo energetico.

     

    Gestione termica e acustica: Il compromesso tra potenza e silenzio

    Racchiudere la potenza di un processore da 12 core e di una GPU performante in uno chassis di dimensioni ridottissime è una sfida ingegneristica notevole, il cui successo si misura su due parametri fondamentali: la capacità di dissipare il calore e il livello di rumore prodotto nel farlo. L’Aiberzy XG1-370 affronta questa sfida con un sistema di raffreddamento attivo che, sebbene efficace, incarna il compromesso intrinseco di ogni dispositivo compatto ad alte prestazioni.

    Durante l’uso quotidiano, come la navigazione web, la scrittura di documenti o la visione di video, l’XG1-370 è quasi inudibile. Le ventole interne girano a un regime così basso da essere coperte dal rumore ambientale di una stanza silenziosa. In questi scenari a basso carico, la APU opera con un consumo energetico minimo, generando poco calore e permettendo al sistema di rimanere passivo o quasi. È un compagno di scrivania discreto e per nulla invadente.

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    La situazione cambia radicalmente quando si chiede alla macchina di esprimere il suo pieno potenziale. Durante le sessioni di gaming prolungate o durante un rendering video, il TDP della APU sale vertiginosamente, e con esso la quantità di calore da smaltire. In questi momenti, le due ventole a turbina si attivano e accelerano progressivamente. Al massimo carico, il rumore diventa chiaramente percepibile. Non è un suono assordante come quello di un vecchio portatile da gaming, ma un soffio costante e acuto che non può essere ignorato. Aiberzy menziona un livello di rumorosità di 38 dB a pieno carico (65W TDP), un valore che, se confermato, sarebbe notevole ma comunque udibile in un ambiente silenzioso. La mia percezione soggettiva è in linea con questa stima: il rumore c’è, ma non è così fastidioso da richiedere l’uso di cuffie, a meno di non essere estremamente sensibili.

    PXL Aiberzy XG

    Fortunatamente, come ho scoperto esplorando il BIOS, è possibile personalizzare il comportamento delle ventole. Selezionando il profilo “Silenzioso”, il sistema diventa molto più conservativo, preferendo limitare leggermente le prestazioni di picco piuttosto che far salire di giri le ventole. Al contrario, il profilo “Performance” è più aggressivo, garantendo il massimo raffreddamento a costo di un maggiore impatto acustico. Questa flessibilità è fondamentale. Permette all’utente di adattare il comportamento della macchina al contesto: silenzio assoluto per il lavoro d’ufficio, e massima dissipazione (con il rumore che ne consegue) quando si ha bisogno di ogni singolo MHz di potenza. In definitiva, l’XG1-370 non è una macchina silenziosa in ogni condizione, ma gestisce il calore in modo efficace, offrendo un equilibrio tra potenza e acustica che, per la maggior parte degli utenti, risulterà più che accettabile.

     

    Connettività e scenari multi-monitor: Un hub per la produttività

    Un computer, per quanto potente, è utile solo quanto la sua capacità di interagire con il mondo esterno e con le periferiche. Sotto questo aspetto, l’Aiberzy XG1-370 si rivela un hub di connettività sorprendentemente completo e moderno, progettato per soddisfare le esigenze degli utenti più esigenti e per adattarsi a complessi setup di produttività.

    La caratteristica più impressionante è la capacità di pilotare fino a quattro monitor 4K contemporaneamente. Questa funzionalità è resa possibile dalla combinazione delle uscite video dedicate, come la porta HDMI 2.1 e probabilmente una DisplayPort, con la versatilità della porta USB4 che supporta la modalità DisplayPort Alt. Per chi lavora nel campo della finanza, dello sviluppo software, del graphic design o del video editing, la possibilità di estendere il proprio spazio di lavoro su più schermi ad alta risoluzione è un vantaggio enorme in termini di produttività. Durante i miei test, ho collegato due monitor 4K e un terzo monitor QHD senza riscontrare alcun problema; il desktop di Windows si è esteso fluidamente su tutti gli schermi, e la riproduzione di video 4K su uno di essi non ha minimamente impattato la reattività del sistema sugli altri.

    PXL Aiberzy XG

    La porta USB4 sul pannello frontale merita una menzione speciale. Con una larghezza di banda di 40 Gbps, questa interfaccia è un vero e proprio coltellino svizzero. Non solo permette di collegare monitor, ma apre le porte a un ecosistema di periferiche ad altissima velocità. Ho testato il collegamento di un SSD NVMe esterno in un enclosure USB4, raggiungendo velocità di lettura e scrittura sequenziali di oltre 3.000 MB/s, paragonabili a quelle di un’unità interna. Questo la rende perfetta per lavorare direttamente su file video di grandi dimensioni senza doverli prima copiare sul disco principale. Inoltre, la compatibilità con lo standard Thunderbolt 3 apre alla possibilità, per gli utenti più avventurosi, di collegare una scheda grafica esterna (eGPU) per trasformare il Mini PC in una vera e propria macchina da gaming di fascia alta.

    A completare il quadro c’è una connettività di rete a prova di futuro. La porta 2.5G Ethernet offre velocità più che doppie rispetto allo standard Gigabit, ideale per trasferimenti veloci da e verso un NAS o per sfruttare al massimo le connessioni in fibra ottica più recenti. Il supporto al Wi-Fi 7 e al Bluetooth 5.4 garantisce connessioni wireless a bassissima latenza e ad alta velocità, pronte per la prossima generazione di router e dispositivi. Questa ricchezza di opzioni fa dell’XG1-370 non solo un potente computer, ma anche il centro nevralgico di una postazione di lavoro moderna e versatile.

     

    Il dilemma della RAM: Saldato e veloce contro SODIMM e aggiornabile

    Nel mondo dei Mini PC ad alte prestazioni, una delle decisioni progettuali più critiche e dibattute riguarda la memoria RAM. I produttori si trovano di fronte a un bivio: optare per moduli SODIMM, gli stessi utilizzati nei laptop, che sono più lenti ma sostituibili e aggiornabili dall’utente, oppure scegliere chip di memoria LPDDR5X saldati direttamente sulla scheda madre, molto più veloci ma permanenti. L’Aiberzy XG1-370, seguendo la tendenza inaugurata da Minisforum e altri, sceglie quasi certamente la seconda strada, e questa decisione ha implicazioni profonde.

    Il motivo principale di questa scelta è la performance della grafica integrata. Una iGPU come la AMD Radeon 890M non dispone di una propria memoria video dedicata (VRAM) come le schede grafiche discrete. Utilizza invece una porzione della RAM di sistema. Di conseguenza, la sua performance è direttamente e pesantemente legata alla larghezza di banda della memoria di sistema. La memoria LPDDR5X può raggiungere velocità di 7500 MT/s o addirittura 8000 MT/s, offrendo una banda passante significativamente superiore rispetto ai migliori moduli SODIMM DDR5, che attualmente si fermano a 5600 MT/s. Questa maggiore larghezza di banda è l’ossigeno che permette alla Radeon 890M di respirare e di raggiungere le prestazioni eccezionali che abbiamo visto nei test di gaming. Con una memoria più lenta, la iGPU sarebbe costantemente “affamata” di dati, e le sue prestazioni crollerebbero, rendendo l’esperienza di gioco molto meno soddisfacente.

    Tuttavia, questo guadagno prestazionale ha un costo elevato: la totale assenza di aggiornabilità. La configurazione di RAM scelta al momento dell’acquisto, che sia da 32 GB o 64 GB, è definitiva. Non sarà possibile aggiungerne altra in futuro. Questo pone un dilemma per l’acquirente. Se 32 GB sono oggi ampiamente sufficienti per la maggior parte degli usi, inclusi gaming e creazione di contenuti, chi può dire cosa richiederanno le applicazioni tra tre o cinque anni? Inoltre, per alcuni scenari di nicchia ma in crescita, come l’esecuzione di modelli di intelligenza artificiale locali di grandi dimensioni, la quantità di RAM è un fattore limitante cruciale. Competitori come il Geekom A9 Max, che offrono slot SODIMM, permettono agli utenti di installare fino a 128 GB di RAM, una flessibilità che l’XG1-370 sacrifica sull’altare delle massime prestazioni grafiche immediate. La scelta tra queste due filosofie dipende interamente dalle priorità dell’utente: la massima potenza oggi o la massima flessibilità per il domani.

     

    Funzionalità

     

    Oltre alle pure prestazioni, l’utilità di un computer nella vita di tutti i giorni è definita anche da quelle piccole funzionalità che ne migliorano l’esperienza d’uso. L’Aiberzy XG1-370 integra alcune di queste caratteristiche “quality of life” che, pur non essendo rivoluzionarie, contribuiscono a renderlo un dispositivo più pratico e versatile.

    La più evidente, come già accennato, è la staffa di montaggio VESA inclusa nella confezione. Questa semplice placca di metallo è la chiave per uno degli scenari d’uso più interessanti del dispositivo. Permette di fissare il Mini PC direttamente sul retro di un monitor o di un televisore, nascondendolo completamente alla vista. Il risultato è una postazione di lavoro o di intrattenimento estremamente pulita e ordinata, senza l’ingombro del case sulla scrivania o sul mobile TV. L’unico cavo visibile sarà quello che va dal monitor alla presa di corrente. È una soluzione elegante che massimizza i benefici del formato compatto del dispositivo.

    Un’altra funzionalità molto utile, soprattutto nell’era dello smart working e delle videochiamate costanti, è la presenza di microfoni integrati con cancellazione del rumore. Questi microfoni, posizionati probabilmente sul pannello frontale, sono progettati per catturare la voce in modo chiaro, filtrando al contempo i rumori di fondo come il ticchettio di una tastiera o il ronzio di un condizionatore. Sebbene non possano sostituire un microfono dedicato di alta qualità per lo streaming o la registrazione professionale, sono più che adeguati per le chiamate di lavoro, eliminando la necessità di indossare sempre una cuffia con microfono.

    Infine, la connettività wireless avanzata con Bluetooth 5.4 offre vantaggi tangibili. Questo standard non solo migliora la stabilità e l’efficienza energetica della connessione, ma supporta anche l’audio a bassa latenza e ad alta risoluzione (lossless a 24-bit/96 kHz), migliorando significativamente la qualità dell’ascolto con cuffie e altoparlanti wireless compatibili. Queste funzionalità, sommate, rendono l’XG1-370 un dispositivo non solo potente, ma anche piacevole e comodo da usare nelle attività di ogni giorno.

     

    Pregi e difetti

     

    Dopo settimane di test e analisi approfondite, è possibile tracciare un bilancio chiaro dei punti di forza e delle debolezze dell’Aiberzy XG1-370. Questo Mini PC rappresenta un notevole passo avanti per la categoria, ma come ogni prodotto frutto di compromessi ingegneristici, presenta anche alcuni aspetti meno convincenti.

    Pregi:

    • Prestazioni di vertice: L’APU AMD Ryzen AI 9 HX 370 offre una potenza di calcolo, sia single-core che multi-core, eccezionale per questo formato, rendendo la macchina estremamente reattiva e capace.
    • Grafica integrata rivoluzionaria: La AMD Radeon 890M permette di giocare a titoli moderni a 1080p con impostazioni e framerate più che dignitosi, un risultato prima irraggiungibile per una iGPU.
    • Pronto per il futuro dell’AI: La potente NPU XDNA 2 da 50 TOPS garantisce la compatibilità con le future funzionalità AI di Windows e accelera i carichi di lavoro di intelligenza artificiale locali.
    • Connettività completa e moderna: La presenza di USB4, Wi-Fi 7 e una porta 2.5G Ethernet assicura al dispositivo un’ottima longevità e versatilità.
    • Eccellente per la produttività multi-monitor: Il supporto fino a quattro display 4K lo rende un hub ideale per postazioni di lavoro complesse.

    Difetti:

    • Materiali dello chassis: La scelta di una scocca interamente in plastica, sebbene di buona qualità, non restituisce la stessa sensazione premium di alcuni concorrenti in alluminio nella stessa fascia di prezzo.
    • Memoria RAM non aggiornabile: La RAM LPDDR5X saldata, pur garantendo prestazioni superiori, rappresenta un limite invalicabile per l’espandibilità futura del sistema.
    • Rumorosità sotto carico: Per gestire il calore generato a pieno regime, il sistema di ventilazione diventa chiaramente udibile, un compromesso inevitabile per tanta potenza in poco spazio.
    • Alimentatore esterno ingombrante: Le dimensioni generose dell’alimentatore contrastano con la compattezza del Mini PC, un dettaglio da considerare nella gestione dello spazio.

     

    Prezzo

    Il posizionamento di prezzo è uno degli aspetti più interessanti e aggressivi della strategia di Aiberzy per l’XG1-370. Al momento del lancio, il modello con 32 GB di RAM e 1 TB di SSD è stato offerto a un prezzo promozionale di circa $815, con un prezzo di listino previsto intorno ai $1,149. La variante da 64 GB di RAM e 1 TB di SSD si attesta invece sui $942 in promozione, rispetto a un listino di $1,239. Questi prezzi, soprattutto quelli di lancio, sono estremamente competitivi se contestualizzati nel panorama attuale dei Mini PC basati sulla stessa piattaforma.

    Facciamo un rapido confronto. Il Geekom A9 Max, un diretto concorrente con specifiche quasi identiche (Ryzen AI 9 HX 370, 32 GB di RAM, 2 TB di SSD), si posiziona intorno ai $999. Sebbene offra uno chassis in alluminio e slot SODIMM per la RAM (con i pro e i contro che abbiamo discusso), il suo prezzo è sensibilmente più alto. Lo stesso Minisforum EliteMini AI370, che è molto probabilmente un gemello quasi identico dell’XG1-370, ha un prezzo di listino che si avvicina ai $1,400, sebbene spesso soggetto a sconti. Altri prodotti come il Beelink SER9 Pro, pur essendo performanti, utilizzano APU di fascia leggermente inferiore e si collocano in una fascia di prezzo più bassa.

    Questa strategia di prezzo aggressiva rivela l’obiettivo di Aiberzy: conquistare il segmento degli utenti che cercano le massime prestazioni possibili al prezzo più basso, e che sono disposti a soprassedere su aspetti come i materiali premium o l’aggiornabilità della RAM. L’XG1-370 non vuole essere il Mini PC più lussuoso o più flessibile, ma punta a essere quello con il miglior rapporto potenza/prezzo sul mercato. Per chi dà priorità assoluta alla velocità del processore e alle capacità della grafica integrata, il valore percepito di questo dispositivo, specialmente al prezzo di lancio, è eccezionalmente alto.

     

    Conclusioni

    Al termine di questo lungo percorso di analisi e test, posso finalmente rispondere alla domanda iniziale: l’Aiberzy XG1-370 mantiene le sue audaci promesse? La mia risposta è un sì convinto, anche se accompagnato da alcune importanti precisazioni. Questo Mini PC non è semplicemente un’evoluzione, ma un vero e proprio salto quantico per la categoria. La potenza sprigionata dall’APU AMD Ryzen AI 9 HX 370 è sbalorditiva e ridefinisce ciò che è lecito attendersi da un computer che occupa meno spazio di un libro.

    Il verdetto finale è estremamente positivo, ma non è un prodotto per tutti. L’utente ideale per l’XG1-370 è il power user pragmatico: il programmatore, il creativo, il data scientist o il giocatore occasionale che desidera le massime prestazioni computazionali e grafiche nel minor ingombro possibile, e che è disposto a barattare un lussuoso chassis in metallo e la possibilità di aggiornare la RAM in futuro per un prezzo d’acquisto significativamente più accessibile. Per questa tipologia di utente, l’XG1-370 è, al momento, una delle migliori proposte sul mercato.

    Chi dovrebbe invece guardare altrove? Coloro che cercano un’esperienza premium a 360 gradi, dove il design e i materiali sono importanti quanto le prestazioni. Chi necessita di un sistema che rimanga silenzioso anche sotto il massimo sforzo. E, soprattutto, chi vede l’acquisto di un computer come un investimento a lungo termine e desidera la flessibilità di poter aggiornare i componenti, in particolare la RAM, per adattarsi alle esigenze future. Per loro, soluzioni concorrenti con slot SODIMM, seppur leggermente meno performanti a parità di prezzo, potrebbero rappresentare una scelta più saggia. In definitiva, l’Aiberzy XG1-370 si afferma come un potente e convincente, seppur specializzato, pioniere della nuova era dei Mini PC dotati di intelligenza artificiale. Attualmente è disponibile su Aliexpress e su Amazon Italia.

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      D'Orazi Dario
      D'Orazi Dario

      CEO di TecnoAndroid.it sono stato sempre appassionato di tecnologia. Appassionato di smartphone, tablet, PC e Droni sono sempre alla ricerca del device perfetto... Chissà se lo troverò mai... :)

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