Tutti i DJ potranno ben presto beneficiare di alcune novità che Spotify sta per lanciare, anzi per ripristinare in quanto si tratta di una funzionalità interrotta cinque anni fa. Molti degli abbonati Premium possono già beneficiare del nuovo aggiornamento che consente di collegare l’account con software utili per il miraggio.
Tra questi ci sono Algoriddim djay, rekordbox e Serato, tre tra i programmi più utilizzati sia in ambito amatoriale che professionale. L’integrazione è al momento disponibile solo su Windows e macOS, mentre non ci sono conferme su un futuro supporto per dispositivi mobili.
La rimozione aveva spinto molti utenti a migrare verso servizi alternativi come Tidal, SoundCloud o persino Apple Music, che nel frattempo aveva aperto al supporto per djay. Con questa mossa, Spotify non solo recupera il terreno perduto, ma amplia l’offerta con l’aggiunta di Serato e rekordbox, strumenti largamente usati nei club e nei festival.
Accesso esteso e strategia rinnovata
La nuova integrazione non è limitata agli utenti che pagano per i software di mixaggio: anche chi utilizza la versione gratuita di djay può accedere al catalogo Spotify e provare a creare le proprie playlist mixate. Per chi sceglie piani Pro, sono disponibili funzionalità avanzate come effetti sonori professionali e compatibilità con controller e hardware esterni, ideali per performance live più elaborate.
Questa scelta segna un cambio di strategia per Spotify, che in passato aveva mostrato cautela nel concedere l’uso del suo catalogo per il mixaggio, principalmente per questioni legate ai diritti d’autore. Il ritorno dell’integrazione suggerisce che siano stati raggiunti nuovi accordi con le etichette discografiche, rendendo possibile presidiare il mercato in espansione dei DJ digitali.
Resta da vedere se l’azienda porterà questa funzione anche su iOS e Android, un passo che renderebbe l’esperienza più accessibile per chi mixa in mobilità. Per ora, l’attenzione è concentrata sulle versioni desktop, forse per misurare la risposta della community e valutare un’eventuale estensione futura.
