Il verdetto dei garanti della privacy canadesi ha acceso un faro inquietante su TikTok. L’applicazione, già travolta da tensioni negli Stati Uniti, viene ora accusata di aver raccolto dati personali da migliaia di bambini canadesi. Regole chiare vietano l’iscrizione agli under 13, o ai minori di 14 anni in Quebec, ma i controlli adottati sarebbero stati considerati fragili e facilmente aggirabili. Gli investigatori hanno parlato di una profilazione profonda che ha lasciato sgomenti. Le informazioni biometriche, dal riconoscimento facciale a quello vocale, sarebbero state combinate con dati di localizzazione. Ne sarebbero nate deduzioni sullo stato di salute, sull’identità di genere, persino sulle convinzioni politiche e sull’orientamento sessuale.
La reazione di TikTok
Alle accuse, TikTok ha risposto difendendo le proprie pratiche, pur promettendo di rafforzare i controlli. Sono stati annunciati sistemi più rigorosi per la verifica dell’età e messaggi più chiari sull’uso dei dati. È stato inoltre dichiarato che la pubblicità mirata verrà limitata per tutti i minori di 18 anni. Secondo la portavoce Danielle Morgan, TikTok continuerebbe a voler mantenere «forti pratiche di trasparenza e privacy». Alcune conclusioni del rapporto sarebbero state ritenute eccessive, ma l’impegno alla collaborazione con le autorità non è stato smentito. Philippe Dufresne, commissario federale, ha però chiarito che l’app sarà monitorata da vicino e che la pazienza dei regolatori non durerà in eterno.
Il punto più delicato resta il destino dei dati canadesi ora sul web non controllati. Le autorità hanno espresso il sospetto che possano attraversare l’oceano ed essere trasferiti in Cina, con il rischio di finire nelle mani degli apparati statali. La società madre ByteDance, legata alla legislazione cinese, è obbligata a collaborare con i servizi di intelligence. Dufresne ha raccomandato maggiore chiarezza nelle informative. Secondo lui, i cittadini hanno diritto a sapere se i loro dati possano essere letti oltre confine. Non è la prima volta che il Canada prende posizione: in passato erano già state imposte restrizioni e la chiusura di uffici locali per motivi di sicurezza nazionale. Un vento di incertezza soffia ora sul futuro dell’app, in un momento già segnato dalle tensioni negli Stati Uniti. Tra promesse di trasparenza e dubbi mai sopiti, il caso TikTok sembra destinato a scuotere ancora a lungo il dibattito pubblico.
