Dalla Commissione Europea è partita una nuova indagine preliminare ed a finire sotto osservazione sono Apple, Google, Microsoft e Booking. La notizia, rimbalzata sui media internazionali, è chiara: le piattaforme potrebbero non fare abbastanza contro le truffe finanziarie online. Le domande sono inevitabili. Quanto sono realmente protetti gli utenti? I regolatori vogliono capire se le contromisure adottate siano solide o solo facciata. L’azione si fonda sul Digital Services Act, il regolamento che pretende maggiore responsabilità dalle piattaforme digitali. La richiesta di informazioni sulla sicurezza da truffe inviata alle aziende è il primo passo. Se le risposte non convinceranno, il procedimento potrà trasformarsi in una vera indagine. Le conseguenze sarebbero pesanti: fino al 6% del fatturato globale annuo in sanzioni. Un monito che mette in allerta l’intera industria tecnologica.
Truffe sulle piattaforme: chi è coinvolto e perché?
Per Apple e Google i controlli puntano su app store, dove possono nascondersi truffe in applicazioni pronte a colpire i risparmiatori. Quanto è pericoloso scaricare un software che imita una banca e ruba credenziali? Una domanda che pesa come una minaccia. Per Google e Microsoft lo scrutinio si concentra invece sui motori di ricerca. I risultati mostrati possono condurre verso pagine ingannevoli create da criminali. Chi digita una semplice parola chiave rischia di cadere nella rete di link trappola. È sufficiente una disattenzione per perdere denaro in pochi secondi. Diversa la posizione di Booking, unico gruppo europeo tra i quattro, dove l’attenzione alle truffe si posa sulle inserzioni di alloggi inesistenti. Un viaggiatore prenota, paga e scopre troppo tardi che la struttura non esiste. Quante vacanze rovinate, quanti portafogli svuotati per una promessa mai mantenuta?
Le parole della responsabile europea per la tecnologia, Henna Virkkunen, hanno chiarito l’urgenza. Ha dichiarato che le azioni criminali online sono sempre più diffuse e che le piattaforme devono dimostrare di agire con determinazione. La rete non può trasformarsi in una giungla di truffe a cui dover stare attenti costantemente. I consumatori hanno diritto a sentirsi al sicuro mentre cercano un hotel, installano un’app o usano un motore di ricerca. Quanto a lungo le società potranno ignorare queste pressioni? Se emergeranno mancanze, le multe saranno devastanti. Oltre al denaro, ci sarebbe un colpo reputazionale incalcolabile ed ogni passo falso verrebbe ricordato dagli utenti. L’epoca della tolleranza alle truffe e alla non sicurezza massima sembra finalmente conclusa.
