Negli ultimi mesi l’intelligenza artificiale sembra essersi infilata ovunque: dalle conversazioni quotidiane alle riunioni aziendali, fino alle aule universitarie. Ma chi, nel mondo, la sta adottando più velocemente? A provare a dare una risposta è stato un nuovo report pubblicato da Anthropic, la società che ha sviluppato Claude AI, e i dati tracciano una mappa piuttosto interessante, dove non contano soltanto le dimensioni di un Paese, ma soprattutto il suo rapporto con la tecnologia.
Stati Uniti e Israele guidano l’uso globale dell’intelligenza artificiale
Se si guarda ai numeri assoluti, gli Stati Uniti restano i veri protagonisti, con oltre un quinto degli utenti globali. L’India e il Brasile seguono a distanza, mentre l’Italia compare un po’ più indietro, in dodicesima posizione. Ma il quadro cambia completamente se il parametro diventa la popolazione attiva: qui è Israele a sorprendere, con un’adozione che supera di gran lunga le aspettative, seguito da Singapore, Australia, Nuova Zelanda e Corea del Sud. Paesi più piccoli, con redditi medi alti e infrastrutture digitali solide, sembrano muoversi più rapidamente, mentre realtà enormi come India, Indonesia e Nigeria faticano a tenere il passo.
Il caso americano, però, merita un approfondimento. Non è la California della Silicon Valley a guidare la classifica, bensì il Distretto di Columbia, il cuore politico del Paese, dove la ricerca di lavoro e la burocrazia spingono l’uso dell’AI in modo sorprendente. Utah e California seguono a ruota, confermando che il fenomeno non si limita più ai colossi della tecnologia, ma tocca ormai ambiti molto diversi.
I trend globali nell’adozione dell’intelligenza artificiale
Oltre alla geografia, il report mette in luce anche un cambiamento nelle modalità d’uso. La programmazione resta il campo d’applicazione più diffuso, ma cresce l’interesse per l’AI in ambito educativo e scientifico. Sempre più persone non si limitano a fare domande passo dopo passo: preferiscono affidare all’intelligenza artificiale istruzioni complete, lasciandole gestire interi flussi di lavoro. Questo passaggio racconta molto di come la tecnologia stia entrando nella vita quotidiana, soprattutto dentro le aziende.
Un segnale arriva dai dati di Anthropic stessa: circa tre quarti delle attività svolte tramite l’API enterprise sono ormai automatizzate, mentre la percentuale di conversazioni direttive sul portale Claude.ai è salita in meno di un anno di dodici punti. E mentre Claude Code, lo strumento per la programmazione, cresce a ritmi impressionanti, i ricavi superano i cinque miliardi annui. L’AI, insomma, non è più una curiosità da sperimentare: è diventata un ingranaggio che muove già una parte consistente dell’economia globale.
