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Nuova normativa in Europa mette in crisi la privacy degli utenti?
L’idea è sostenuta da organizzazioni come la coalizione internazionale ECLAG. La quale ritiene che il controllo preventivo sia uno strumento fondamentale. Ciò al fine di tutelare i minori online. Allo stesso tempo, numerosi esperti e associazioni per la protezione dei diritti digitali hanno espresso forti preoccupazioni. Il principale nodo critico riguarda la crittografia end-to-end, che oggi garantisce che solo mittente e destinatario possano leggere i messaggi. Con CSAR, l’analisi avverrebbe prima della cifratura, introducendo di fatto una “backdoor” nel sistema.
Ciò potrebbe teoricamente aprire la porta ad abusi e a possibili attacchi informatici. Inoltre, il rischio di falsi positivi potrebbe portare a segnalazioni di conversazioni innocue. Creando tensioni ulteriori tra sicurezza e libertà digitale. Non sorprende quindi che i Paesi membri dell’Unione Europea abbiano posizioni divergenti. Francia, Spagna, Svezia e Irlanda sostengono il regolamento. Mentre Austria, Polonia e Germania si dichiarano contrarie. L’Italia, dopo una fase di prudenza, ha recentemente mostrato un orientamento favorevole. Non resta che attendere la discussione al Consiglio dell’UE. Per poi passare, in caso di approvazione, ad un negoziato con il Parlamento europeo.
Fonte: TecnoAndroid








