Con la serie Google Pixel 10 ormai ufficiale, l’attenzione si sposta sul prossimo Pixel 10a, il modello destinato a rappresentare l’offerta di fascia media di Google nel 2026. Secondo le prime informazioni emerse, il dispositivo avrebbe caratteristiche meno entusiasmanti del previsto. A far discutere è soprattutto la possibilità che il nuovo smartphone non adotti il chip Tensor G5 dei Pixel 10, ma rimanga fermo al Tensor G4, lo stesso già presente nei Pixel 9 e 9a.
Il rumor proviene dal canale Telegram Mystic Leaks, che cita anche il nome in codice del progetto, “stallion”. Oltre al processore, si parla di un display con picco di luminosità a 2.000 nit e di uno storage da 128 GB basato su tecnologia UFS 3.1. Non dovrebbe esserci spazio per un teleobiettivo, segno che il comparto fotografico rimarrebbe molto simile a quello del Pixel 9a.
Una strategia diversa rispetto ai concorrenti
Se confermata, questa scelta rappresenterebbe un cambio di passo rispetto a brand come Apple o Samsung. Con l’iPhone 16e, Apple ha mantenuto l’ultimo chip A18 anche sul modello meno costoso, pur con alcune differenze a livello grafico. Samsung, invece, con il Galaxy S25 FE dovrebbe proporre lo stesso Exynos 2400 presente sulla linea S25, alternandolo a uno Snapdragon 8 Elite in mercati specifici.
Google sembrerebbe quindi voler seguire una logica differente, conservando il chip della generazione precedente per la gamma “a”. Una scelta che potrebbe semplificare la produzione, ma che rischia di penalizzare l’appeal del dispositivo agli occhi degli utenti più attenti alle specifiche.
Google Pixel 10a potrebbe avere dei limiti
Il Tensor G5, pur non essendo rivoluzionario rispetto al G4, introduce miglioramenti mirati soprattutto alle funzioni di intelligenza artificiale. Alcuni test, però, mostrano ancora qualche limite in scenari come il gaming, dove il predecessore può risultare più stabile. Per questo, oggi la presenza del G4 non rappresenterebbe un problema serio, ma nel medio periodo potrebbe diventarlo.
Se con il Tensor G6 Google riuscisse a realizzare un chip particolarmente competitivo, l’assenza di questa soluzione sui futuri modelli della serie “a” rischierebbe di ridurre il vantaggio principale di questi smartphone: offrire un’esperienza vicina a quella dei flagship, ma a un prezzo più contenuto.
