Con l’avvicinarsi dell’uscita di Death Stranding 2: On The Beach, il nome di Hideo Kojima torna a dominare il settore videoludico. Ma a sorprendere, questa volta, non è soltanto l’attesa per un titolo che promette di ampliare l’universo visionario inaugurato nel 2019. È lo stesso Kojima a spostare l’attenzione più in là, verso un futuro che potrebbe essere diverso dal previsto. Di cosa si tratta?
Cosa aspettarsi da Death Stranding 3?
Durante una tappa del “World Strand Tour” in Arabia Saudita, l’autore ha rivelato al pubblico di avere già immaginato un possibile “volume tre”. Un dettaglio che, di per sé, non stupirebbe. Kojima, però, ha continuato, dichiarando che non ha intenzione di occuparsene personalmente. Il sequel in arrivo rappresenta per lui una sorta di conclusione Eppure, quel terzo tassello esiste. È stato concepito, scritto e salvato. Rimane lì, come un’eredità potenziale.
L’autore giapponese, oggi sessantenne, non ha nascosto di pensare sempre più spesso al tema della successione. Cosa accadrà a Kojima Productions quando lui non potrà più guidarla? La sua risposta è stata netta: il team non deve tentare di replicarlo, perché la copia porterebbe solo al fallimento.
In tale quadro, Death Stranding 3 si configura meno come un progetto immediato e più come una sfida lanciata al futuro. Una consegna da raccogliere, non un titolo già in cantiere. Del resto, anche la storia recente della saga mostra quanto sia complesso dare forma a queste idee. Tra il primo e il secondo capitolo sono passati sei anni, un tempo dilatato anche dalla pandemia che ha inciso pesantemente sulla produzione.
Oggi, dunque, il destino della serie è sospeso. Il concept del nuovo capitolo esiste, ma la sua realizzazione dipenderà da mani diverse da quelle che lo hanno generato. Il tutto porta a chiedersi se ci sarà davvero un nuovo Death Stranding. Non resta che attendere e scoprire le sorti del titolo.
