Nell’orizzonte dell’intelligenza artificiale, NVIDIA sta preparando una novità che promette di cambiare tutto. Si tratta di Rubin, il progetto più avanzato appena entrato in produzione a Taiwan, sotto la supervisione di TSMC. A tal proposito, Jensen Huang, CEO dell’azienda, ne ha parlato come di un momento storico. A differenza dei progetti precedenti, Rubin non si limita ad incrementare la potenza di GPU o CPU. La nuova architettura include un mix inedito di chip progettati per compiti specifici. Un NVLink Switch per collegare sistemi enormi e un processore fotonico che sfrutta la luce al posto degli elettroni. È un approccio che punta a integrare ogni pezzo dell’infrastruttura, dai singoli processori ai server su scala globale, superando così il modello Blackwell.
NVIDIA lavora al nuovo Rubin
Il design dei chip segna un altro cambiamento radicale. Per la prima volta NVIDIA utilizzerà chiplet, piccoli moduli combinabili a piacere, aumentando flessibilità e capacità di espansione. Le memorie HBM4 garantiranno velocità senza precedenti, mentre il processo produttivo a 3 nanometri di TSMC promette efficienza mai vista prima. Anche la confezione dei chip sfrutta tecniche sofisticate, con la CoWoS-L che elimina i colli di bottiglia e rende i sistemi AI più fluidi e potenti.
Tra i primi prodotti, la GPU Rubin R100 troverà posto nei rack “Vera Rubin NVL144”. Segnando l’inizio di una nuova era per i data center. Se Blackwell era stato un passo di consolidamento, Rubin è il balzo che proietta NVIDIA verso il futuro, con una visione che ridisegna l’intero ecosistema dell’AI.
Secondo Huang, Rubin arriverà sul mercato tra il 2026 e il 2027. L’obiettivo è replicare l’effetto rivoluzionario che Hopper aveva avuto anni fa, ridefinendo standard e prestazioni. Ma l’importanza di Rubin va oltre la pura potenza. È il simbolo di una strategia più audace, dove NVIDIA collabora fin dall’inizio con TSMC per accelerare lo sviluppo e introdurre novità mai tentate prima.
