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Nuove prospettive per la conoscenza della materia oscura
Lo scenario è complesso. La materia oscura è invisibile, incapace di emettere luce o interagire direttamente con la quella ordinaria. Eppure, è fondamentale per la struttura dell’universo. Circa l’85% della massa cosmica è costituita da tale sostanza invisibile. La quale guida la formazione delle galassie e ne influenza l’evoluzione. Gli assioni, se esistessero, sarebbero così leggeri e poco interattivi da sfuggire a qualsiasi rilevazione diretta. Rendendo i tentativi di identificarli finora infruttuosi.
Per aggirare tale ostacolo, gli scienziati hanno sfruttato i campi magnetici enormi che permeano gli ammassi di galassie come laboratori naturali. Secondo la teoria, quando un raggio di luce attraversa tali campi, alcuni fotoni possono temporaneamente trasformarsi in assioni e poi riconvertirsi in luce. Tale metamorfosi lascia tracce sottili, quasi impercettibili, nei dati raccolti dagli strumenti astronomici.
Singolarmente, i segnali di ogni sorgente sembravano indistinguibili dal rumore di fondo, senza alcun significato apparente. Ma combinando le informazioni provenienti da tutte le 32 sorgenti, gli astronomi hanno individuato un pattern chiaro. Una struttura a gradini, coerente con quanto previsto dai modelli di conversione fotone-assione.
Non si tratta di una conferma definitiva dell’esistenza degli assioni, ma di un passo decisivo per restringere le possibili regioni in cui potrebbero nascondersi. Lidiia Zadorozhna, coautrice della ricerca, sottolinea che questo approccio permette di scartare ampie zone di parametri e concentrare gli sforzi futuri su spazi più circoscritti, aumentando le probabilità di successo.
Il metodo ha inoltre un potenziale promettente per ulteriori applicazioni. Può essere ripetuto su altre frequenze della radiazione, dai raggi X ad altre bande, e adottato da diversi gruppi di ricerca nel mondo. Se i risultati dovessero essere confermati, gli assioni potrebbero finalmente rivelarsi come la chiave per comprendere la materia oscura.
Fonte: TecnoAndroid








