Ryanair e l’Antitrust italiano sembrano vivere in una soap opera che non conosce pause. Questa volta, al centro del copione, c’è una multa da 1,34 milioni di euro che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inflitto alla compagnia irlandese. Una sanzione che, secondo Dublino, non solo non ha basi solide, ma profuma addirittura di tentativo di “salvare la faccia” dopo un’inchiesta che – parole loro – sarebbe finita nel nulla.
Ryanair respinge la multa: “Non era un business plan, solo report interni”
Tutto nasce da un’inchiesta sul modello distributivo dei biglietti Ryanair. L’AGCM sostiene che la compagnia abbia limitato le agenzie di viaggio imponendo condizioni troppo rigide, impedendo loro di ritoccare i prezzi o aggiungere supplementi extra. Non solo: a detta del Garante, la compagnia avrebbe pure “dimenticato” di consegnare un documento chiave, un presunto piano industriale che avrebbe dovuto chiarire le sue strategie.
La risposta di Ryanair? Una stoccata diretta. Quello non era affatto un business plan, replicano, ma semplici report interni, roba di ordinaria amministrazione. E, per dimostrare che non hanno nulla da nascondere, ricordano anche l’episodio della visita a sorpresa negli uffici di Dublino, nel marzo 2024: ispettori arrivati senza preavviso, grande aspettativa… ma secondo la compagnia l’unica cosa degna di nota è stata l’attenzione rivolta alla mensa e agli spazi ricreativi, più che ai faldoni.
Sul piano commerciale, Ryanair continua a difendere il proprio modello diretto: biglietti venduti online o tramite pochi partner autorizzati, un sistema che – a loro dire – impedisce ai consumatori di ritrovarsi con tariffe gonfiate. Non è solo una loro opinione: citano infatti una sentenza della Corte d’Appello di Milano che, all’inizio del 2024, avrebbe confermato i vantaggi di questa impostazione.
La vera partita, però, non si giocherà più nei comunicati stampa ma nei tribunali. Ryanair promette battaglia e non lesina toni duri, parlando di “fallimento imbarazzante” da parte dell’Antitrust e di multa guidata solo da logiche di immagine. Parole che aggiungono un nuovo capitolo alla lunga saga di scontri con le autorità italiane: dalle dispute sul bagaglio a mano alle polemiche sui posti assegnati, passando per i rimborsi dei voli cancellati.
Quello che resta chiaro è che, ancora una volta, il braccio di ferro tra Ryanair e l’AGCM non si chiude con una stretta di mano, ma con l’ennesima sfida rimandata davanti ai giudici. E difficilmente sarà l’ultima.
