Prendere tempo, a volte, è l’unico modo per affrontare un cambiamento senza creare il caos. Ed è esattamente quello che ha deciso di fare la Regione Lombardia con il rinvio dello stop ai diesel Euro 5. Una decisione che non arriva dal nulla, ma che segue settimane – anzi, mesi – di discussioni, proposte, proteste e timori di centinaia di migliaia di automobilisti.
Lombardia ritarda il blocco diesel: respiro per 400mila auto
Era nell’aria da un po’, ma ora è ufficiale: le limitazioni alla circolazione per le auto diesel Euro 5 scatteranno dal primo ottobre 2026 e non più dal 2025. Tutto questo grazie a una delibera regionale che si inserisce perfettamente nel contesto del nuovo emendamento al decreto Infrastrutture approvato dal Governo. Un bel respiro di sollievo per chi, fino a ieri, si chiedeva cosa ne sarebbe stato della propria auto nel giro di pochi mesi.
Certo, non è un addio definitivo al blocco, ma più una tregua. Come ha spiegato l’assessore all’Ambiente Giorgio Maione, l’idea è quella di dare il tempo necessario per prepararsi, senza colpire di colpo famiglie, lavoratori e imprese. E si parla di numeri importanti: oltre 400.000 veicoli coinvolti solo in Lombardia. L’obiettivo finale resta quello di migliorare la qualità dell’aria, ma senza spingere le persone contro un muro.
Le città interessate dallo stop – quando scatterà davvero – saranno quelle più popolose: Milano, Brescia, Monza e Bergamo, cioè i centri sopra i 100.000 abitanti. Ma anche lì, non tutto sarà bianco o nero. Si potrà ancora contare su strumenti di flessibilità come il Move-In, che consente ai veicoli soggetti a blocco di circolare comunque, seppur entro una soglia di chilometri prestabilita.
Insomma, non è un via libera eterno, ma un’estensione dei tempi che potrebbe fare la differenza per molti. Ora la sfida sarà usare questo anno extra con intelligenza: per informarsi, per valutare alternative sostenibili, o semplicemente per capire cosa fare dopo. Perché sì, il cambiamento è inevitabile, ma almeno stavolta ci si può arrivare un po’ più preparati.
