Ogni giorno, i satelliti scattano migliaia di immagini e due terzi finiscono nel cestino. Il motivo? Nuvole. Grandi, leggere, sono ovunque e coprono tutto, ingannano i sensori ottici trasformando milioni di pixel in dati inutili. A nulla servono orbite perfette o lenti sofisticate se la visuale viene coperta dal vapore. Per gli scienziati significa tempo sprecato, spazio di archiviazione colmo e un continuo gioco al buio. In risposta a questa impasse, al Jet Propulsion Laboratory della NASA si lavora da anni su qualcosa che sembra fantascienza. Si chiama Dynamic Targeting. Un sistema dotato di intelligenza artificiale che permette al satellite di capire ciò che vede.
I satelliti che decidono da soli
Niente più comandi da Terra, niente ritardi, ma i satellite sono loro stessi a scegliere cosa guardare. Con uno sguardo lungo 500 Km davanti a sé, analizza il suo stesso cammino. Steve Chien, a capo del progetto, racconta che la macchina sa distinguere tra cielo coperto e sereno. Lo fa in pochi secondi, mentre orbita a 7,5 chilometri al secondo. Se le nuvole ostacolano la vista, cancella lo scatto, risparmiando energia e memoria. Se invece la superficie è libera, scatta un’immagine ad alta risoluzione. Durante un test a luglio, il CubeSat CogniSAT-6 ha eseguito tutto il processo in meno di 90 secondi. Un piccolo satellite, grande come una valigetta, ha dimostrato di poter decidere meglio di un centro di controllo. E se evitare le nuvole fosse solo l’inizio?
Ora l’intelligenza artificiale punta più in alto, oltre l’infinito. Il prossimo passo? Inseguire eventi estremi come tempeste improvvise, incendi o persino eruzioni vulcaniche. Eventi che durano minuti, troppo veloci per gli occhi lenti dell’uomo. Dei satelliti intelligenti non si limitano a guardare, ma riconoscono, anticipano ed inseguono. Un fenomeno appare all’orizzonte? Può trasmettere l’informazione a un satellite successivo, che si prepara a osservare meglio. È il concetto di flotta cooperante. Una rete orbitale che si comporta come un solo organismo, in allerta continua. Cosa accadrebbe se una tempesta di ghiaccio venisse rilevata con ore di anticipo? Cosa cambierebbe se si potesse osservare un’eruzione nel preciso istante in cui inizia? Con Dynamic Targeting, la Terra non ha più segreti.
