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SPID a pagamento: ecco le ultime dichiarazioni di InfoCert
Nel caso in cui il servizio venga lasciato scadere, sarà comunque possibile richiederne una nuova attivazione in seguito. Tale procedura, però, comporterà una nuova verifica dell’identità, come previsto dal regolamento di InfoCert. In alternativa, coloro che non intendono accettare il nuovo modello a pagamento hanno la possibilità di recedere dal servizio. È necessario inviare una PEC all’indirizzo revoca.spid@legalmail.it. Oppure spedire una raccomandata a InfoCert S.p.A., Direzione Generale e Amministrativa, Piazzale Flaminio 1/B, 00196 Roma. Il modulo per la disdetta è scaricabile dal sito ufficiale dell’azienda.
Con tali premesse, il futuro dell’identità digitale resta incerto. Finché Poste Italiane rimane gratuito, l’impatto sul pubblico sarà contenuto. Ma se anche il principale operatore decidesse di introdurre un canone, l’identità digitale rischierebbe di perdere il suo ruolo di servizio pubblico universale. Ciò per diventare un prodotto commerciale a pagamento.
A tal proposito, Codacons ha espresso forte contrarietà rispetto alla nuova politica tariffaria adottata da alcuni provider. Secondo l’associazione, si tratta di una misura che penalizza i cittadini. Ciò soprattutto considerando le promesse fatte negli anni per incentivare l’adozione dello SPID come strumento gratuito.










