Il panorama dell’identità digitale in Italia è in fase di trasformazione. A tal proposito, InfoCert ha introdotto un canone annuale per il servizio SPID. Dal 28 luglio 2025, chi desidera mantenere attiva la propria identità digitale con InfoCert dovrà pagare. Il pagamento è di 5,98 euro all’anno (IVA inclusa). Si tratta di una svolta significativa, dopo oltre un decennio in cui il servizio era stato offerto gratuitamente con l’obiettivo di incentivarne la diffusione. InfoCert ha spiegato che la modifica non sarà automatica. Gli utenti riceveranno una comunicazione via mail al momento della scadenza del proprio SPID. Solo chi accetterà le nuove condizioni potrà proseguire con il rinnovo, effettuando il pagamento attraverso il sito e-commerce della società. In mancanza di tale conferma, l’identità digitale verrà disattivata.
SPID a pagamento: ecco le ultime dichiarazioni di InfoCert
Nel caso in cui il servizio venga lasciato scadere, sarà comunque possibile richiederne una nuova attivazione in seguito. Tale procedura, però, comporterà una nuova verifica dell’identità, come previsto dal regolamento di InfoCert. In alternativa, coloro che non intendono accettare il nuovo modello a pagamento hanno la possibilità di recedere dal servizio. È necessario inviare una PEC all’indirizzo revoca.spid@legalmail.it. Oppure spedire una raccomandata a InfoCert S.p.A., Direzione Generale e Amministrativa, Piazzale Flaminio 1/B, 00196 Roma. Il modulo per la disdetta è scaricabile dal sito ufficiale dell’azienda.
Con tali premesse, il futuro dell’identità digitale resta incerto. Finché Poste Italiane rimane gratuito, l’impatto sul pubblico sarà contenuto. Ma se anche il principale operatore decidesse di introdurre un canone, l’identità digitale rischierebbe di perdere il suo ruolo di servizio pubblico universale. Ciò per diventare un prodotto commerciale a pagamento.
A tal proposito, Codacons ha espresso forte contrarietà rispetto alla nuova politica tariffaria adottata da alcuni provider. Secondo l’associazione, si tratta di una misura che penalizza i cittadini. Ciò soprattutto considerando le promesse fatte negli anni per incentivare l’adozione dello SPID come strumento gratuito.
