Figure aumentato di molto il livello dell’affidabilità energetica con il lancio del robot F03. Il problema non era solo far durare di più la batteria. Era proteggerla da sé stessa. Le batterie agli ioni di litio possono trasformarsi in trappole se mal gestite. Per questo è stata progettata con strati termoisolanti, fusibili interni e un blocco antifiamma. In test estremi, con surriscaldamento indotto, la struttura ha contenuto la fuga termica senza lasciar sfuggire nemmeno una scintilla. Il rischio di incendio è stato neutralizzato prima ancora che potesse nascere. Figure punta ora alle certificazioni UN38.3 e UL2271, finora legate ai veicoli elettrici. Perché non un robot? F03 dimostra che l’integrità termica può convivere con la robotica umanoide.
Tutto Made in Figure
Il passato era ingombrante, pesante, ma ora quelle, batterie esterne vengono cancellate da Figure. Il modulo energetico è completamente integrato nel busto, diventando struttura portante. Acciaio stampato e alluminio pressofuso non solo reggono, ma alleggeriscono. La densità energetica è cresciuta del 94% rispetto al primo modello F01. Il corpo del robot Figure lavora insieme alla batteria. Non contro. Grazie a un raffreddamento attivo interno, la ricarica avviene in sicurezza a 2 kilowatt. E la durata? Fino a cinque ore di operatività continua. Una rivoluzione che si vede pure nei costi con l’ottimizzazione strutturale ha portato una riduzione del 78% rispetto alla F02. Tutto questo, senza perdere potenza.
C’è poi chi compra componenti, invece la società li costruisce. Attuatori, batterie, strutture: tutto è interno, tutto è calibrato. Figure punta alla verticalità totale per garantire efficienza, qualità e scalabilità. Il Figure F03 non è pensato per pochi pezzi unici, ma per produzione industriale in serie. Nello stabilimento BotQ, si punta a raggiungere 12.000 unità annue. Non un sogno: la squadra è cresciuta fino a 300 persone, con nuove assunzioni già aperte. . Chi ha detto che un robot umanoide non può essere potente, duraturo e sicuro? F03 mostra che la risposta era sotto gli occhi di chi ha osato guardare più a fondo.
