Fino a pochi giorni fa sembrava tutto pronto. Il SUV elettrico di Range Rover era atteso entro la fine del 2025, e i prototipi marciavano spediti verso la produzione. Il sito ufficiale, aggiornato fino al 15 luglio, prometteva ordini imminenti e lo stesso costruttore lo confermava durante i test su strada, ma poi il colpo di scena. Ora, nero su bianco, il sito parla del 2026. Uno slittamento che ha fatto rumore, soprattutto tra i 62.000 clienti già in lista d’attesa, avvisati con una comunicazione diretta. L’azienda non ha ancora ammesso nulla pubblicamente. In una nota, JLR si limita a parlare di piani flessibili, veicoli “in arrivo al momento giusto” e di una strategia orientata alla qualità. Nessuna data precisa, solo dichiarazioni prudenti al momento. Intanto, cresce il malumore di chi sperava di mettersi alla guida del nuovo SUV elettrico già entro pochi mesi.
Il rinvio della Range Rover ha un effetto domino
Il rinvio non riguarda solo la Range Rover elettrica, ma è a rischio anche la Velar EV, il cui debutto era atteso per metà 2026. Il motivo? La decisione di allungare i tempi di test e attendere evoluzioni più chiare della domanda globale. Le vendite di veicoli elettrici stanno rallentando in tutto il mondo e JLR sembra voler tirare il freno. Il pericolo è che il ritardo nella Range Rover a batteria potrebbe trascinare con sé altri progetti, soprattutto quelli già pianificati. Ogni slittamento, infatti, complica la tabella di marcia e mette in discussione la tempistica industriale di tutto il gruppo.
Il silenzio su Jaguar pesa ancora di più dopo la decisione Range Rover. Il piano per rilanciarla prevede tre modelli totalmente elettrici, a partire dalla Type 00, una super GT da oltre 575 cavalli e dal prezzo atteso di 100.000 sterline. L’arrivo è previsto per agosto 2026, ma ora quella data appare meno certa. Dietro l’angolo ci sono una berlina di lusso e un SUV elettrico. Tutto ruota attorno alla piattaforma e alla strategia che doveva essere guidata proprio dalla nuova Range Rover a batteria. Senza un apripista, ogni certezza vacilla ed i ritardi possono addirittura moltiplicarsi. JLR dice che il 2030 segnerà il passaggio completo all’elettrico per tutti i marchi del gruppo, ma sarà così?
