Stellantis dice stop allo sviluppo dell’idrogeno. La produzione dei nuovi veicoli commerciali Pro One a celle a combustibile non inizierà mai. I siti produttivi di Hordain, in Francia, e di Gliwice, in Polonia, resteranno senza quella linea dedicata. Perché? Pare che la causa sia in primis la bassa disponibilità di infrastrutture che riforniscano idrogeno, ci sono poi gli elevati requisiti di capitale e l’assenza odierna di incentivi per questa tipologia di motorizzazione. Insomma, troppe condizioni, troppo poco mercato, troppe complicazioni. Stellantis precisa che nessun lavoratore sarà penalizzato. Le attività di ricerca sull’idrogeno verranno reindirizzate altrove. Una svolta che pesa e dietro ci sono valutazioni durissime su costi e risultati. I sogni di Hordain e Gliwice finiscono così, prima ancora di partire.
Il mercato dell’idrogeno resta fermo: la scelta di Stellantis si ripercuote anche su Symbio
Jean-Philippe Imparato, Chief Operating Officer Europa, è stato diretto: «L’idrogeno resta un segmento di nicchia». Senza prospettive economiche concrete a medio termine, continuare non avrebbe senso. Stellantis non può permettersi di disperdere energie. L’urgenza è un’altra: restare competitivi, lanciare nuovi veicoli elettrici e ibridi, soddisfare clienti sempre più esigenti. Quale consumatore oggi sceglierebbe un furgone a idrogeno? L’infrastruttura è quasi inesistente. In Italia, solo tre stazioni operative. In alcuni Paesi, le poche già esistenti vengono addirittura chiuse. La verità è sotto gli occhi di tutti: l’idrogeno è stato superato dall’elettrico. Chi ancora ci crede? Pochi, tra cui Toyota e BMW.
La scelta di Stellantis non si esaurisce in casa propria, lo stop al programma idrogeno si ripercuote infatti anche sui partner, come Symbio. Il gruppo ha già avviato dialoghi con gli azionisti per valutare le conseguenze e salvaguardare gli interessi comuni. Si chiude così una pagina che fino a pochi anni fa, forse mesi, sembrava scritta in modo diverso. Era lecito aspettarsi una diffusione crescente, invece oggi si guarda altrove. Gli investimenti verranno concentrati su tecnologie dove la domanda cresce davvero. Se l’idrogeno non riesce a sostenersi da solo, perché continuare a investirci? La storia del Fuel Cell nel settore automotive sembra essersi fermata qui, almeno per Stellantis.
