Non sarà necessario ridurre la luminosità né interrompere le attività lavorative per risparmiare batteria. È questa la direzione verso cui punta Microsoft con la nuova modalità Adaptive Energy Saver. Introdotta nelle versioni di test di Windows 11. L’obiettivo è ambizioso. Offrire un sistema di risparmio energetico che si adatti dinamicamente al contesto d’uso. Quindi senza interferire con l’esperienza utente. Non più un semplice intervento legato al livello di carica della batteria. Ma un vero sistema che considera anche il carico di lavoro per decidere se ridurre i consumi.
La nuova funzione di Windows 11 è disponibile in anteprima per i tester più avanzati
Quando il dispositivo è sotto stress, la funzione resta disattivata per garantire prestazioni complete. Nei momenti di pausa o durante operazioni leggere, invece, si attiva in automatico. Il risultato è un risparmio più efficace, senza che l’utente debba intervenire. A differenza dei classici sistemi di risparmio energetico, questa modalità non abbassa la luminosità dello schermo. Un dettaglio che rende il tutto più discreto e adatto anche a contesti lavorativi prolungati, dove ogni minuto di autonomia guadagnato può fare la differenza.
La nuova funzionalità è per ora riservata agli utenti del programma Windows Insider. All’interno del canale Canary, il ramo di sviluppo più sperimentale di Windows 11. Adaptive Energy Saver è pensato esclusivamente per dispositivi portatili. Come ad esempio notebook e tablet. Ed è compatibile anche con i modelli basati su architettura ARM64. I PC desktop ne restano invece esclusi. Microsoft ha scelto di distribuire questa funzione in modo graduale, così da raccogliere dati e impressioni prima di un rilascio su larga scala.
Chi ha accesso alla modalità può attivarla dalle impostazioni, nella sezione “Alimentazione e batteria”, selezionando l’opzione “Adattiva” nel menu dedicato al risparmio energetico. Le prime prove indicano un comportamento efficace, con sospensione automatica di sincronizzazioni, effetti grafici e download non essenziali. Se i test avranno esito positivo, è probabile che la funzione venga integrata stabilmente nei prossimi aggiornamenti del sistema operativo. Microsoft continua così a inseguire Apple nel campo dell’efficienza, ma con una soluzione che promette di distinguersi.
