La sostenibilità ambientale e la transizione verso un’economia circolare rappresentano priorità per l’Unione Europea. Quest’ultima oggi ha compiuto un nuovo passo avanti in tale direzione. Ciò adottando ufficialmente delle norme rivoluzionarie per il trattamento delle batterie esauste. Il provvedimento, varato dalla Commissione Europea, definisce criteri rigorosi. Al fine di calcolare l’efficienza del riciclo e il recupero dei materiali strategici contenuti nelle batterie. Ponendo così le basi per un sistema più trasparente, equo e sostenibile. Le batterie non sono solo componenti essenziali della mobilità elettrica e dello stoccaggio energetico. Rappresentano anche elementi centrali nella strategia europea per ridurre le emissioni e affrancarsi dalla dipendenza dalle materie prime importate. Per ciò, è fondamentale che il loro fine vita venga gestito con regole precise.
Batterie esauste: ecco le nuove indicazioni proposte dall’UE
Le nuove norme fissano una metodologia standard per misurare l’efficienza del riciclo. Ovvero la percentuale di massa della batteria che può essere trasformata in nuova materia prima. La regolamentazione non si limita al solo calcolo dell’efficienza generale. Include anche un sistema per monitorare il recupero dei cosiddetti metalli critici. Come il litio, il cobalto, il rame, il piombo e il nichel. Tali materiali sono fondamentali per lo sviluppo di tecnologie all’avanguardia. In tale ottica, il loro recupero rappresenta un passo chiave per costruire un’economia più autonoma e circolare.
Tutti i riciclatori europei, dal prossimo 24 luglio, dovranno conformarsi a tali regole. Con l’obbligo di utilizzare una documentazione armonizzata nelle comunicazioni con le autorità nazionali. Così da garantire una supervisione efficace e la comparabilità dei dati. Nel dettaglio, entro il 31 dicembre 2025 gli impianti dovranno raggiungere specifiche soglie minime di efficienza. Il 75% per le batterie al piombo. Il 65% per quelle al litio, 80% per le nichel-cadmio e 50% per le altre. Tali obiettivi saranno ulteriormente innalzati entro il 2030.
Per il recupero dei metalli strategici, invece, si prevede il raggiungimento del 90% per cobalto, rame, piombo e nichel. E del 50% per il litio entro la fine del 2027. Con target ancora più ambiziosi entro il 2031. La base scientifica di tali misure è stata definita dal rapporto JRC. Quest’ultimo ha coinvolto attivamente le parti interessate per garantire l’efficacia tecnica e ambientale delle soluzioni proposte.
