Il rover Rosalind Franklin, quello costruito dall’Europa per andare a cercare vita su Marte, è ancora fermo sulla rampa di lancio. Metaforicamente, s’intende. Perché fisicamente è chiuso in un laboratorio, perfettamente funzionante, ma ancora senza un biglietto valido per il Pianeta Rosso. E dire che il suo compito è tutt’altro che banale: portare su Marte un trapano capace di scavare fino a due metri di profondità, là dove il terreno è stato protetto per miliardi di anni da radiazioni e agenti atmosferici. Lì sotto, se qualcosa ha mai vissuto, potrebbe essersi conservato.
Il robot europeo per Marte è pronto, ma la politica lo tiene fermo
Eppure, questa missione – che porta il nome della scienziata che contribuì a scoprire la struttura del DNA – sembra perseguitata dalla sfortuna. Ogni volta che sembra arrivato il momento buono per partire, qualcosa va storto. Prima c’era la NASA al fianco dell’Agenzia Spaziale Europea. Poi, nel 2012, sono arrivati i tagli al budget americano e gli Stati Uniti si sono sfilati. La Russia ha raccolto il testimone, promettendo razzi e un modulo per l’atterraggio. E tutto sembrava finalmente procedere, tanto che nel 2022 il lancio era praticamente pronto. Ma poi è arrivata la guerra in Ucraina, e con essa l’impossibilità di proseguire la collaborazione.
Negli ultimi due anni, l’ESA ha provato a rimettere insieme i pezzi. Un grande lavoro diplomatico, tecnico, politico. E alla fine, un nuovo accordo con la NASA sembrava aver rimesso tutto in carreggiata. Razzo, tecnologia di discesa, sistemi per tenere il rover al caldo nelle notti marziane: gli americani avrebbero fornito quello che mancava. Lancio previsto per il 2028.
Ora però, a rimescolare tutto, ci sono nuove voci di tagli ai fondi della NASA. Se confermati, rischiano di far saltare di nuovo tutto. E l’Europa, da sola, non ha ancora i mezzi per sostituire tutto quel supporto. Certo, si potrebbe provare a svilupparli, ma servirebbero anni. E nel frattempo le condizioni per il viaggio cambierebbero: le orbite si spostano, le finestre di lancio si chiudono. A quel punto, più che un rinvio, sarebbe un nuovo inizio da zero.
Rosalind Franklin aspetta, con le ruote già pronte per la polvere marziana. Ma il suo destino, per ora, si gioca tutto a Terra.
