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Secondo quanto riportato, il cosiddetto hate speech è in costante aumento. Il bersaglio principale? Donne, minoranze, esponenti politici, giornalisti e attivisti. Ma nessuno è davvero escluso. Dai post ai commenti, dalle condivisioni su gruppi chiusi alle dirette video, la violenza verbale digitale sta diventando sistemica, spesso amplificata dagli algoritmi delle piattaforme che tendono a premiare questi contenuti divisivi.
AGCOM lancia l’allarme su fake news e odio digitale che colpiscono metà degli utenti italiani
Parallelamente, l’esposizione alla disinformazione è diventata routine di tutti i giorni. Circa la metà degli intervistati ha dichiarato di imbattersi in fake news almeno una volta alla settimana. Sanità, politica, migrazioni e scienza sono i temi più colpiti. Spesso le notizie false provengono da fonti apparentemente attendibili, rendendo ancora più difficile individuarle e smentirle tempestivamente.
Il rapporto AGCOM evidenzia anche la crescente sfiducia verso i media tradizionali, che per alcuni utenti sembrano meno credibili di account social o fonti non verificate. Questo sta creando una frattura pericolosa nel rapporto tra cittadini e informazione, alimentando il radicalismo che ne deriva.
L’AGCOM propone un approccio integrato, ossia educazione digitale nelle scuole, strumenti di moderazione più efficaci e trasparenza algoritmica. Senza un intervento deciso si rischia di normalizzare comportamenti tossici e diffondere convinzioni errate a milioni di utenti, influenzando anche la vita del Paese. In un Paese sempre più digitale, infatti, la vera sfida non è solo garantire l’accesso alla rete ma anche proteggerne la qualità e la veridicità.











