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Novità per la produzione dei chip in Cina: cosa cambia?
Fonte: TecnoAndroid


Tale progresso è alimentato da investimenti colossali che puntano a rendere il paese tecnologicamente autosufficiente. Anche se sul piano dei processi più sofisticati, come quelli a 5 nanometri o inferiori, la Cina è ancora in ritardo di diversi anni, i primi risultati non si sono fatti attendere. SMIC, la principale fonderia cinese sostenuta dallo Stato, è riuscita a sviluppare chip a 6 nanometri, dimostrando una capacità di recupero tecnologico significativa.
Ma la vera leva della Cina sta altrove: nei nodi tecnologici meno avanzati, i cosiddetti “nodi maturi”. Ovvero con dimensioni superiori ai 28 nanometri. Proprio in quest’ambito, la capacità produttiva cinese cresce a un ritmo doppio rispetto al resto del mondo. Tale accelerazione nasce come risposta alle restrizioni commerciali imposte da Washington, e ora si sta trasformando in un vantaggio competitivo.
Tale scenario non è privo di conseguenze per il resto del mondo. L’Europa, ad esempio, si trova esposta a una forte dipendenza dalla produzione cinese. Ciò soprattutto per quanto riguarda i nodi maturi. Il CEO di ASML ha recentemente evidenziato come il settore automobilistico e altri comparti industriali stiano risentendo delle difficoltà di approvvigionamento causate dai controlli statunitensi sulle esportazioni.
Fonte: TecnoAndroid






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